giovedì 28 luglio 2016

Notte estiva ( Una poesia e un' immagine )

D'un tratto, mi dilata
la mia idea,
e più grande mi fa dell'universo.
Allora, tutto sta
dentro di me. Stelle
dure, mari profondi,
idee d'altri, terre
vergini, sono la mia anima.
E a tutto comando io,
mentre senza comprendermi,
tutto pensa a me.


(Juan Ramón Jiménez)


 Chiaro di luna in estate, Harold Brett (1880-1955)

giovedì 14 luglio 2016

Il salto della pietra

Le pietre Moqui stanno diventando care compagne.
Oggi la pietra femmina, più grande e tonda ha voluto farmi un dono, in maniera forse un pò estrema.
Cadendo, si è aperta in due, due metà precise, mostrando così il suo interno di fine sabbia rosa, imprigionata da milioni di anni. Osservandola in queste condizioni, ero un pò sgomenta e  dispiaciuta. Però sapevo cosa fare: quando un pietra o un cristallo si consuma o si spezza, ciò che in genere si fa è ridarlo alla natura, seppellendolo o lasciandolo in un corso d'acqua. Ma al pensiero di fare questo piccolo rito non sentivo il sollievo aspettato, anzi percepivo una netta resistenza. Le due metà combaciavano perfettamente e la pietra....era come se mi dicesse "dobbiamo lavorare insieme ancora e ancora! Non è tempo di separarci. Ora siamo più simili di quanto non lo fossimo prima. Quel che è successo a me, sta succedendo a te. Ed è una cosa buona." Ho ascoltato parecchio, ho ascoltate per essere certa di non auto-ingannarmi, e alla fine ho deciso. Le due metà potevano unirsi ancora, così come una persona ferita può tornare in salute e fare esperienza dell'accaduto per sempre, consevando una cicatrice testimone di resilienza.
Dopo una breve ricerca, sono stata attenta ad usare un collante di origine naturale, indicato per i metalli che fortunatamente mio papà aveva tra i suoi attrezzi. Ne è servito pochissimo, solo sui bordi ferrosi e le due parti si sono subito riabbracciate, senza lasciare nemmeno traccia dell'accaduto, a parte un miniscolo segnetto. Ho acceso un incenso per la mia pietra rinata, e le ho parlato. Ci siamo parlate.
Proprio adesso, mentre i miei genitori si preparano per partire,
mentre mi accingo a rimanere a lungo tranquilla in un'estate dolcemente diversa,
mentre la candela rossa del sangue ha già preso posto sul mobile e aspetta di venire accesa....
..proprio adesso la pietra femmina ha voluto mostrarmi qualcosa di speciale e trasformarsi a sua volta.



giovedì 7 luglio 2016

Tra 54 giorni è Settembre!

Questa notizia mi riempe disperanza, visto che l'estate italiana non la sopporto granchè.
Ma 54 giorni non sono poi una quantità impossibile,e inoltre sento una grande voglia di spezzare spirali, di cambiare e di evolvere anche se comporta i giusti sacrifici e crea un pò si scossette sismiche 
( di assestamento ) qua e là.
Per questo non farò la valigia e mi godrò due mesi e passa di semi-solitudine altamente selezionata.
Per questo  caccio via  i sensi di colpa inutili ringhinado consapevolezza, e sto cercando di essere onesta il più possibile con la vera me stessa, quella nascosta sotto i condizionamenti.
Per questo, alla fine cerco il dialogo ma rimango irremovibile, e per questo non ho paura di mettere il muso fuori dalla tana, che forse è confortevole ma ormai va allargata perchè ci sto appena. 
Sono o non sono una volpe? A volte serve scavare. 
Sarà un'estate diversa, ma il suo sapore già mi piace.



 Per celebrare questo momento, mi sono regalata un'orchidea phalaenopsis dagli splendidi colori, che per la felicità dell'incontro mi ha già mostrato lo spettacolo del dischiudersi di un bocciolo.