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domenica 29 luglio 2018


( L' estate mi toglie tutte le parole.... )

Bridgman Frederick Arthur -The Siesta (Afternoon in Dreams)

Kutsuu ( Chiamata )

lunedì 5 febbraio 2018

Come un gatto nero

Oh! Il mio piccolo blog abbandonato ma non dimenticato!
Ormai è da un pò che son tornata dal selvaggio Sud, e mi sono anche portata dietro un nuovo amico.
Ha le vibrisse, gli occhi furbi e le orecchie grandi. Dato che è tutto nero l'ho chiamato Jiji, come il gatto che accompagna la streghetta Kiki in "Kiki consegne a domicilio" il lungometraggio animato di Miyazaki. Jiji è letteralmente la mia ombra, mi segue ovunque e mi dorme perennemente addosso, se non gli do retta mi viene a cercare riempendomi di attenzioni feline, e penso mi abbia scambiato per una specie di mamma-gatta gigante, il chè ovviamente mi lusinga dato che i gatti non fanno mai nulla che non vogliano fare davvero e che quelli di casa Zema seppur affezionati non mi hanno mai "scelta" come umana di riferimento. Finalmente! Anche adesso che scrivo mi ronfa in braccio.



Per il resto sono giornate un pò grigie di freddo, di mostre molto belle tipo quella di Igort che vi consiglio di non perdere se passate da Cremona e amate fumetti e Giappone,


di nuovi laboratori di Terapeutica Artistica in nuovi CDD alla conquista del cremasco, di telefonate, appuntamenti, lettere e dolcetti di carnevale, in assoluto i più fritti dell'anno! Questa cosa del carnevale mi sta un pò sfuggendo in realtà. Anche se ho già fatto fuori un vassoietto di chiacchere, mi rendo conto a stento che è iniziato Febbraio, una parte dei mio orologio interiore si è bloccato appena dopo Capodanno e anche se non è particolarmente freddo, mi sembra che questo inverno abbia la coda lunga.  Forse devo andare di nuovo al falò di Pescarolo per aver l'impressione che stia passando sul serio. Come un desiderio di primavera per le strade della città si sente il meraviglioso profumo del calicanto che traccia per il mio naso una specie di mappa dei luoghi e dei giardini -spesso nascosti- dove sboccia questo fiore dorato dell'inverno. Lo adoro! Nei supermercati stanno comparendo le prime uova di Pasqua e la cosa mi lascia abbastanza sgomenta.
Questo mondo va troppo di fretta. 
Meglio fare come Jiji......

lunedì 27 novembre 2017

Garmr racconta....

Ecco cosa succede quando un caro e oscuro amico dai molti e oscuri talenti condivide quest'immagine sulla sua pagina Fb e tu,ovviamente commenti subito...


" Prima del tempo degli uomini vi è stato quello delle radici e degli spiriti, un tempo in cui piccoli e grandi Dèi calpestavano questa nostra terra o nuotavano nei nostri mari, nei nostri fiumi e nei nostri cieli. Al nostro tempo, poco ne sopravvive; scintille, braci accese in rare anime antiche, sopravvissute alle ere dell'umanità; e benché questi siano i tempi della sapienza esatta e luminosa, e dei copiosi frutti dell'ingegno umano, una saggezza diversa si cela ancora nelle ombre; poche anime che vegliano sui molti, tenendo in vita quegli dèi quasi dimenticati senza i quali il mondo dimenticherebbe il valore dei tramonti e del profumo della corteccia. Poche anime antiche, che si nascondono spesso dietro giovani volti dagli occhi di corvo o di volpe..."

Potete ammirare a QUESTA PAGINA parte delle sue incredibili creature.
Ancora mi ricordo quando ne ho viste nascere alcune proprio sotto ai miei occhi....

mercoledì 1 marzo 2017

( Eugène Grasset )

giovedì 3 novembre 2016

Di gatti, acquerelli e piante tintorie


Stanotte ho sognato un grande serpente nel cortile di casa mia, sembrava morto stecchito, con la testa riversa e il corpo ferito...ma quando ho provato a toccarlo si è come rianimato ed è strisciato via, maestoso.
Novembre smuove le mie energie e tutto sembra rimettersi in moto.
Stamattina viaggio in treno, scrivo. Non succedeva da parecchio tempo e fuori dal finestrino sole e nebbia sembrano contendersi la pianura.
Sto accompagnando verso la loro nuova casa le tavole che ho disegnato negli ultimi giorni.
Michela, una mia cara amica con la quale abbiamo in comune l'amore per la rievocazione storica, sta infatti creando una piccola attività attinente alla tessitura manuale e alla tintura naturale della lana.
Questo è il mio contributo alla sua nuova avventura, e presto a quanto pare potrò dirvi qualcosa in più!

Logo

Bigliettini da visita

Una cornice per scrivere informazioni

Tavola botanica-didattica
(Robbia e Ginestra dei tintori)

Tavola botanica-didattica
(Guado e Legno di Brasile)

Tavola botanica-didattica
( Reseda e Noce Bianco) 

Ps: se passate da Milano, a tre minuti a piedi dalla Stazione Centrale c'è un posticino bellissimo, dall'atmosfera tranquilla ed accogliente, ma sopratutto pieno di bellissimi mici ronfanti da coccolare.
Quindi se siete amanti dei gatti e della quiete, non perdetevi il Crazy Cat Cafè!

domenica 9 ottobre 2016

Pelliccia & scaglie arcobaleno


Poco più di una settimana fa Eta è tornata in Italia come un piccolo tornado nasuto, e così ho rivisto Milano non capacitandomi di come avessi fatto a reggerne i ritmi frenetici per anni, sono rimasta sconvolta dalla metro lilla che va da sola come una zappaterra che non ha mai visto della tecnologia in vita sua, ma sopratutto ho ascoltato di nuovo ( non è mai abbastanza ) la sua voce declamare Felice sul palco del teatro Out Off, in occasione del festival Help Yourself. 


In tutto ciò il Volpesce ( nella sua coloratissima versione a pastelli a olio e pastelli acquerellabili su carta velour ) è infine approdato tra le mie mani. Inizia finalmente a fare ragionevolmente freddo e io sono un miscuglio agrodolce di emozioni diverse. Sia io che il volpesce disegnato siamo in cerca di una nuova tana, di una nuova dimensione e di nuovi spazi. Cambiamo il pelo con il cambiare delle stagioni, e le piccole cose continuano a essere i nostri tesori più ambiti.


giovedì 28 luglio 2016

Notte estiva ( Una poesia e un' immagine )

D'un tratto, mi dilata
la mia idea,
e più grande mi fa dell'universo.
Allora, tutto sta
dentro di me. Stelle
dure, mari profondi,
idee d'altri, terre
vergini, sono la mia anima.
E a tutto comando io,
mentre senza comprendermi,
tutto pensa a me.


(Juan Ramón Jiménez)


 Chiaro di luna in estate, Harold Brett (1880-1955)

mercoledì 27 aprile 2016

E adesso?


I cugini sono partiti stamattina.
Forse adesso avrò tempo di guardare davvero in faccia il vuoto che ho davanti,
e cercare di riempirlo nel modo migliore.
La discussione della tesi è stata bella, è stato bello condividere i momentidel viaggio in India
 e il laboratorio con le donne, attraverso le  parole, le immagini, i suoni e i colori.




Nel frattempo sono andata avanti con i laboratori che avevo già in ballo: le serate con Ana continuano con Arpa-terapia, Kundalini yoga e colori, mentre Arte delle Mani per quest'anno è finito, e io e Alessia stiamo pensando a come trasformarlo e reinventarlo per i prossimi mesi!




Per il resto sono state giornate un pò caotiche e confuse con qualche nuvola di passaggio, improvvisazioni culinarie, e perfino un paio di arcobaleni.
E adesso?
Adesso ho voglia di prendere un pezzo di stoffa bianca,
 infilarlo nel telaio e ricamare qualcosa di nuovo!



mercoledì 13 aprile 2016

Qui e ora

"Nella vita c'è un solo momento importante ed è qui e ora."
Così recita la cartolina che mi è appena arrivata dalla Finlandia, con gli auguri per la laurea e un tempismo perfetto,mentre i miei cugini sono in volo dalla Calabria per raggiungermi.
Il qui e ora è sempre stato un concetto molto caro ai discorsi tra me e Korppi.



La poesia di Tagore è la seguente:

" L'acqua in un recipiente è scintillante,
l'acqua nel mare è scura.
La piccola verità ha parole che sono chiare,
la grande verità ha il grande silenzio."

Domani pomeriggio inizierò a spostarmi a Milano e io e Alessia dormiremo a casa di Marta, per evitare che i treni ci facciano brutti scherzi proprio la mattina della laurea! Sarà sicuramente divertente passare insieme anche il giorno e la notte prima...proprio come facevamo in India!
Ah! A proposito di India...proprio stasera al cinema Filo di Cremona daranno Monsoon, un bellissimo documentario della regista islandese Sturla Gunnarsson. Secondo voi me lo perdo??


sabato 9 aprile 2016

Stramba lista pre-Laurea

Confetti rossi,
Duemila DVD,
Pietre dure e sacchetti trasparenti,
Non vedere l'ora di avere tra le mani la tesi rilegata,
Teiere gialle,
Soprabiti grigi,
Spedizioni ( postali ) in perenne attesa,
Luna nuova,
Onde a sorpresa,
Cielo nuvoloso,
Scarpine ricamate....
....e manca meno di una settimana!





( Mi laureo in Terapeutica Artistica
il 15 Aprile insieme alle compagne di viaggio
Alessia Degani e Marta Fabiano.
Accademia di Brera a Milano, 
Aula 39, ore 9:00  
..se volete vedere un pò di coloratissima India fate un salto! )

giovedì 24 marzo 2016

Forte e chiara


René Magritte - The voice of blood (1959)

martedì 19 gennaio 2016

Chiara Vigo: storia di un'antico sapere femminile e di un museo da salvare


«Ponente, Levante, Maestro e Grecale
Prendete La mia anima e
Buttatela nel fondale
Che sia la Mia Vita
Per Essere, Pregare e Tessere
Per Ogni Gente
Che da me và e da me viene
Senza Tempo, Senza nome, Senza Colore, Senza Confini,
Senza denaro.
In nome del Leone dell’Anima Mia e
Dello Spirito Eterno. 
Così Sarà.»


Immaginate una donna di 58 anni, volto mediterraneo dai tratti decisi e dall’espressione volitiva, mentre in una notte di primavera inoltrata si immerge al chiarore della luna nelle acque di Sant’Antioco, un’isola nell’isola di Sardegna, collegata alla terraferma da un antico ponte di origine fenicia. Immaginatela mentre lo fa senza usare né bombole da sub né pinne, con la stessa abilità di un pescatore di perle della Polinesia. Siamo a sud-ovest, nella regione del Sulcis-Iglesiente, in un territorio ricco di storia diviso fra il borgo di Sant’Antioco, il più popoloso e sorto sulle rovine dell’antica città fenicio-punica di Sulci, e quello di Calasetta, secondo centro abitato più importante dell’isola, a sua volta circondata da due isolotti disabitati, detti, il più lontano, Il Toro, e il più vicino alla costa, La Vacca, affiancato quest’ultimo da uno scoglio denominato Il Vitello. In queste acque Chiara si immerge a 13 metri di profondità per raccogliere i bruni filamenti prodotti da un mollusco: la Pinna Nobilis. Con essi ottiene quella “seta” del mare che utilizzerà per creare tessuti e ricami, ormai presenti in alcuni dei più importanti musei del mondo; manufatti che, a parte la finezza di ogni dettaglio, hanno la particolarità, se esposti alla luce del sole, di assumere una magica aura dorata. Il filo di bisso sembra infatti giocare con la luce, mostrandosi color bronzo in penombra, color oro se illuminato e quasi invisibile se esposto in controluce.


Chi ha avuto occasione di conoscere Chiara la descrive materna e accogliente e conserva di lei l’immagine di una Penelope dei nostri tempi, intenta al telaio di tipo mesopotamico su cui lavora per portare a compimento quella che per lei è una ‘missione’, e non per ingannare l’attesa di un Ulisse di cui non ha bisogno dato che la protagonista del mito è lei e soltanto lei. Le sue mani, ora lentamente ora velocemente, sfiorano sapienti quella fibra che la tradizione popolare definisce ‘seta marina’ o ‘capelli d’angelo’, ossia quei sottilissimi filamenti che la Pinna Nobilis, la più grande conchiglia del Mediterraneo, produce con estrema lentezza. Questo mollusco è stato dichiarato a rischio di estinzione nel 1992, e quindi protetto, da quando una dissennata pesca a strascico ne aveva messo a repentaglio la sopravvivenza. E’ un bivalve che può superare la lunghezza di un metro e si trova nelle praterie di alga ‘posidonia’ che circondano l’isola di Sant’Antioco dove l’animale è tornato a prosperare grazie a una raccolta del bisso che non prevede più la sua uccisione.


Chiara infatti, nelle sue immersioni si limita a resecare con un piccolo attrezzo tagliente parte di quei filamenti, riportandone a galla poche centinaia di grammi dopo centinaia di immersioni. Pescatrice e vestale di una tradizione di cui custodisce gelosamente i segreti, raccoglie questo regalo del mare generato dal continuo movimento delle valve di un mollusco che nel suo involucro – madreperlaceo all’interno e scabro all’esterno – produce anche fragili perle colorate oltre a celare la ghiandola setacea all’origine dei preziosi filamenti. Ecco come Chiara descrive tale magico processo naturale: “Di tanto in tanto la Pinna secerne una bava a base di cheratina che a contatto con l’esterno si solidifica. Ha l’aspetto di una barba grezza e incolta, ma portata dal buio alla luce si trasforma in bisso, un vello d’oro soffice e biondo con cui venivano tessute e ricamate le vesti pregiate di re e sacerdoti. Ne parla anche la Bibbia che cita il tessuto degli abiti di re Salomone e della regina Ecuba, così come ne ha parlato Aristotele. Più sottile di un capello umano è mille volte più resistente, non si deteriora e non viene attaccato dagli insetti. Gli antichi caldei, egizi, greci, ebrei, lo usavano per creare i loro paramenti sacri”.
L’espressione usata da Chiara “Dal buio alla luce” è anche il titolo di un libro che la giornalista Susanna Lavazza ha scritto al termine di due anni trascorsi al fianco della enigmatica “signora delle acque”. In un’intervista, l’Autrice ha raccontato come sia progressivamente passata da uno stato di iniziale scetticismo rispetto a tutto ciò che aveva sentito dire su Chiara Vigo, ad una illuminante constatazione della veridicità di ogni minimo dettaglio: dalla raccolta del bisso in immersione, nel mese di maggio e con la luna nuova, con indosso una lunga tunica di lino e munita solo d’un paio di occhialini, delle proprie unghie e di un piccolo bisturi, alla necessità di un centinaio di immersioni a 13 metri di profondità per portare in superficie appena 3 etti di filamento grezzo trasformabili in 30 grammi di filo pulito e 18 metri di filo ritorto (è quanto ha impiegato, ad esempio, per realizzare la ‘Natività’ custodita al Museo Pigorini di Roma). Susanna Lavazza è stata anche testimone dei quotidiani momenti che Chiara dedica alla preghiera in riva al mare, all’alba e al tramonto, dei suoi canti in aramaico al cospetto delle onde, delle litanie e dei carmi magici nel misterioso linguaggio del popolo di Nur, plurimillenario abitante dei nuraghi. Ad emergere da questa irripetibile esperienza è un legame inscindibile col mare, elemento di fronte la quale è stata trasmessa a Chiara l’iniziatica arte del bisso: e all’origine di tutto un giuramento fatto sulla riva in cambio dell’acquisizione della “formula segreta della trasformazione”, ossia di quella procedura magistrale che rende malleabile e filabile la bava marina che senza l’arte di un Maestro sarebbe solo un grumo informe di filamenti.


Tutto ciò però ha richiesto delle dure prove preliminari: prove di carattere, di concentrazione, di abilità e di forza; quelle stesse prove che hanno ad esempio permesso a Chiara di resistere alle tentazioni del denaro, come nel caso dei giapponesi che le offrirono due miliardi e mezzo di lire perché vendesse loro “Il Leone delle Donne”, un arazzo ricamato con un bisso pescato da sua nonna nel 1938. “Il bisso – ammette Chiara senza rimpianti – non si può né vendere né comprare, e non soggiace alle leggi di mercato, perché è un bene collettivo: si può solo ricevere o regalare”. Diventare una ‘’vestale’’ del bisso ha però richiesto a Chiara anche l’apprendimento della pesca a mani nude, della estrazione di olii e medicamenti dalle piante, delle 124 tecniche di tintura naturale.


E’ questo dunque il mondo di Chiara Vigo, donna capace d’altro canto anche di vivere con disinvoltura la modernità del presente, gestendo rapporti con le migliaia di persone di tutto il mondo che ogni anno vanno a visitare il suo meraviglioso Museo-laboratorio del Bisso; con gli accademici che da Australia, Usa, Svizzera, Francia, Israele (in particolare rabbini paleografi ed epigrafisti), chiedono di conoscere e studiare la sua affascinante realtà; con gli studenti universitari che scelgono lei e la sua arte quali argomenti delle loro tesi di laurea. Mentre l’Italia nicchia (Chiara Vigo nel 2008 è stata nominata Commendatore della Repubblica ma i nostri connazionali che vanno a visitare il suo laboratorio sono purtroppo la minoranza), all’estero le hanno tributato il Premio ‘Un bosco per Kyoto’ quale riconoscimento per il rispetto dell’ambiente, e al tempo stesso la sua arte nel 2005 è stata dichiarata dall’Unesco ‘Patrimonio Immateriale’ dell’Umanità.
Suoi lavori di tessitura e ricamo sono esposti in musei prestigiosi come il Louvre e il British Museum, mentre una preziosissima cravatta in bisso regalata al presidente statunitense Bill Clinton si trova oggi custodita nel Museo Nazionale di Washington. Grata, ma incurante, di tanta notorietà internazionale, Chiara Vigo – immersa fra gli oggetti del suo laboratorio ospitato in un suggestivo ed austero palazzotto ottocentesco – prosegue in quella missione alla quale si sente predestinata e ricorda ancora una volta come a iniziarla e a formarla in questa mirabile arte sia stata la nonna materna Leonilde Mereu, custode degli antichi segreti della lavorazione del bisso. “Io non me ne ero accorta, mia nonna aveva tessuto dentro di me un arazzo che non si sarebbe disfatto mai”, dice Chiara con emozione. Un rapporto, quello di Chiara con la preziosa fibra, che inizia prestissimo e che la vede già a 4 anni intenta a filare, mentre a 13 è già in grado di manovrare l’enorme telaio per la tessitura.

Il suo museo, il cui ingresso e gratuito, entro un mese rischierà di venir chiuso per volere dell'Amministrazione Comunale. Sostengono che il locale sia inagibile: in realtà il locale è bellissimo e perfetto, molto accogliente e pulito. Non vi sono segni di cedimenti strutturali (come invece sostengono). Non ci si spiega il motivo di questa triste decisione.
 Per cui chiedo a tutti voi:
firmate questa petizione che è stata lanciata on-line da Mariagrazia Cucinotta,
a cui stanno aderendo sia persone famose che persone come me e voi, ma tutte decise a non perdere un patrimonio tanto particolare e importante.
la trovate QUI. 
Qualche secondo del vostro tempo,
la possibilità di visitare ancora il museo del Bisso.


giovedì 7 gennaio 2016

ARTE DELLE MANI. L' Avventura indiana continua a Cremona...

SABATO 9 GENNAIO 2016 - dalle 16.00 alle 18.00 a TICONZERO – via Maffi n.2 CREMONA -
 Ci sarà il primo incontro gratuito del progetto ARTE DELLE MANI con cui io e la rossa Alessia, riprenderemo il filo (è proprio il caso di dirlo) del laboratorio di ricamo creativo che abbiamo portato avanti a Varanasi, in India, con un gruppo di donne del luogo per la nostra tesi in Terapeutica Artistica.


In seguito,il progetto ARTE DELLE MANI continuerà con 2 INCONTRI AL MESE – il sabato dalle ore 16.00 alle 18.00 – euro 15 al mese - massimo 15 iscritti - per info e prenotazioni ticonzerolab@gmail.com oppure 348.4588904

giovedì 22 ottobre 2015

Pubblicità! Di lune piene, musica e colore.....

Un piiiiccolo e colorato laboratorio che unirà arte-terapia e musico-terapia sta per vedere la luce.
Tutto è ormai quasi pronto:  i colori scalpitano, i fogli sono bianchi ( e neri) e vogliono fare da pelle all'esperienza. La bellissima arpa celtica attende elegante di riempire lo spazio con i suoi suoni liquidi, la luna cresce nel cielo, e io e Ana siamo entusiaste a dir poco anche se per ora è tutto molto sperimentale e ..."domestico". Siamo ottimiste e crediamo nei piccoli inizi.
Quindi se per caso Martedì sera passerete da Corso Garibaldi a Cremona, noi vi accoglieremo con colori, musica e una tisanina calda. :)