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giovedì 3 maggio 2018

Mi vientre


...Utero mío, con tu latido tan amoroso, tan escondido

alegría,calor, entrega, fuego, connesión, generosidad, metamorfosis  ritmos, amor.

Come camminare nel mare. Rotondo come un arancia. Rosso come un bambino con un po' di vergogna.

Ignorado, recuperado... tormenta y calma, calorcito, pasión... es nido, es flor.

Bendición, nido, universo, bienvenida, silencio, abrazo.

Árbol que crece y se abre a la vida, hoguera del sol, océano infinito, mariposas de luz.

Mar de sirenes, escalfor dolça i suau, racó ancestral, casa. [Mar de sirenas, calor dulce y suave, rincón ancestral, casa

Chovejte mě, má matičko, jako míšeňské jablíčko, chovejte mě, má matičko, jako z růže květ.
Až vy si mě vychováte, pak se na mě podíváte... (checo).
[Cuidé de mí, mi querida madre, como de una manzana de Meissen, cuidé de mí, mi querida madre, como de una flor del rosa]






- Nelle foto Il tempio induista di Kamakhya Devi, la dea mestruata -

sabato 15 aprile 2017

Santa Luce dei macelli

A parte i risvolti politici di questo gruppo, di cui non me ne frega assolutamente niente, degli Inava non posso dire che non abbiano sfornato dei pezzoni che mi fanno venire i brividi. Tipo QUESTO.
...Guardate sotto tutti gli strati, scavate scavate e troverete il cuore delle cose, il senso dei riti, immutato a dispetto di tutto. E allora forse, una risata selvaggia vi sfuggirà dalla gola. 


" Più lenta e greve d’un volo d’avvoltoio
La folla orante avanza come bovi al mattatoio.
Che entri il coro, che Luce sia
Di ceri innumerevoli a punteggiar la via.
E per toccare i lembi di sacra vestizione
Come se fosse un balsamo che dà consolazione
Ginocchi strisciano e lasciano una scia
Schiumante e bruna come un’agonia…

Come crivellato Golgota bianco seno tra le spine
E in capo a Lei
Le fanno da corona gli astri dell’Orsa Maggiore.
Col suo volto avorio e porpora guarda a noi sulle rovine,
Ed è per noi
Che l’abissale colubro tiene sotto il tallone!

Ma del Vattiente la gamba insanguinata
Insinua una lezione che resta inascoltata:
Che la mitezza non sempre è una virtù
Chi doma il suo soffrire, non vuole schiavitù!
Se il Cardo Santo è Atto Di Dolore
Come le Sette Spade che vanno a berle in cuore,
Vedo il virile, sereno sprezzo del-
L’arcaico oplita che fa dono di sé.

E dalle sdentate fauci di megere nero-notte
Riecheggerà
Sonora l’onda panica di ioniche rotte,
Delle primavere attiche quelle sacre frenesie
Crescono in me,
E certe guerre estatiche diventano mie.
Sento ancora tra le dita calde viscere fumanti
E scorgo in Lei,
Le traiettorie mistiche di uccelli migranti.
Perciò stringo quel revolver e a ragione che mi chiedi
Risponderò
Di nuovo è tempo che gli Dei si onorino in piedi! "

domenica 25 dicembre 2016

24 / 12


Seduta al sole su un balcone al quarto piano,
il 24 Dicembre dopo pranzo
circondata dal mare e amorevolmente circondata
dal blu, dall'azzurro e dal bianco del grande vulcano innevato, aldilà dell'acqua.

25 / 12


L'ho rifatto, è successo di nuovo.
Complice la musica dei Bizantina, nel sole del mattino mi si è infiammato per un attimo il sangue,
ho rovesciato indietro la testa e una risata selvaggia ha preso forma nella mia gola.
Le campane della piccola chiesa fanno un frastuono infernale e la gente accorre, così è pieno di voci fuori dalla mia finestra. Voci di uomini,che parlano in dialetto, rumore di passi.
Ma il Sole ha già vinto e gli strati sovrapposti non ingannano il fiuto della volpe, ed essa sa che quegli strati non sono che illusione, ed il suo cuore è pieno di gratitudine e fuoco.

mercoledì 21 dicembre 2016

To jìrimma - Il ritorno



Scrivo finalmente, e lo faccio dal mio nido sul tetto, la mia piccola soffitta in questo piccolo paesino di 250 anime, quasi tutte  imparentate. Scrivo tra tegole rosse macchiate di licheni e il riflesso delle finestre illuminate della chiesa. La minuscola piazza, palcoscenico di matrimoni e funerali è lì di fronte. " A ruga da cresia" come dicono in dialetto, che è imparentato anche lui con il grecanico.





Accompagnati da un vento fortissimo che quasi spostava il nostro vecchio camper,
abbiamo trovato la via del ritorno anche stavolta.
Abbiamo rivisto il mare e incontrato di nuovo gli occhi dei nostri cari,
la gatta dal pelo marmorizzato che avevamo accudito, curato e adottato ( o forse solo pensato e creduto di adottare ) una volta riviste le stradine natie, ci ha ringraziato di cuore preferendo tornare alla sua vita randagia, e ha fatto perdere ogni traccia di sè.
Ieri è stata una giornata di pioggia e vento, un vento forte di Scirocco che faceva vibrare i vetri e ululava tra le lamiere dei terrazzini, incessantemente, buttando l'acqua a secchiate sulle facciate delle case.
Ha anche piovuto con il sole, come per un matrimonio di volpi.



Oggi il cielo era ancora coperto di nubi, ma meno lacrimoso e sopratutto, il vento è caduto.
Così mi sono spinta sotto al paese, lì dove si trovano orti e giardini e dove scorre veloce la fiumara che in questa stagione è ricca di acqua e di voce, a differenza di com'è in estate quando tutto è secco e riarso, la terra si crepa,e il verbasco innalza i suoi fiori gialli sui lunghissimi steli.




Dopo aver salutato una vecchia amica dalle orecchie tonde e il muso sporgente


sono poi risalita fino all'antica grotta del Santo eremita Arsenio, un basiliano vissuto nel IX secolo, e che alla tenera età di quindici anni si dedicò ad un rigido misticismo, secondo le regole degli asceti greci di Calabria, e diventò monaco. Come ogni trickster che si rispetti, ho ignorato e aggirato il divieto, ossia la corda tesa all'ingresso della spelonca per proteggere il luogo sacro dall'invadenza dei visitatori estivi, e mi sono seduta all'interno, su uno spuntone di pietra levigato dal tempo e dal mare di milioni di anni fa.
Ogni volta che mi trovo in quel luogo, mi ritrovo a immaginare e a cercare di indovinare dove questo sant'uomo e il suo discepolo e bios Elia lo speleota, tenessero i loro giacigli, o in quale punto veniva acceso il fuoco. Provo a immaginare come doveva essere la notte, e mi piace pensare che quella fessura di roccia e i profili delle colline al di fuori, più antiche sia di me che di loro,siano gli stessi che anch'essi guardavano.





Ho tracciato il simbolo di protezione Zui-un verso le quattro direzioni intorno a me e sono rimasta lì un pò a meditare e a concedermi un buon auto-trattamento Reiki. Attorno a me la quiete del dolce inverno mediterraneo e il via vai di codirossi e pettirossi con il loro cinguettio a intermittenza, e dentro di me un gran senso di pace, comunione con la terra, e gratitudine...quanto è lontano tutto questo dalla frenesia del moderno Natale. Quanta ricchezza inestimabile è racchiusa nella semplicità.
Il santo eremita lo sapeva bene, e spero non se ne abbia a male se ogni tanto anche io trovo rifugio nella sua grotta. Quando sono uscita da lì, la luce ha colpito un poco i miei occhi e ho ripreso il sentiero per il paese, incontrando vecchi muri disabitati fatta eccezione per qualche fantasma, e fiori di borragine del blu più splendente.



E per finire in bellezza le giornate del mio ritorno e non perdere l'atmosfera, non posso mai mancare l'appuntamento delle 23:40 con  Ombre radio e l'amata voce di Vinicio Capossela:  Per parlare con le ombre del regno dei morti a Ulisse viene detto di scavare la terra e offrire del sangue.
Da quel sangue prende corpo la voce, la voce di un ombra, Tiresia, e la divinazione e la conoscenza…Restiamo al riparo dalla conoscenza fino a che non chiediamo, ma non dopo. 
Queste puntate sono una specie di viaggio tra le ombre della "stagione intercalare”, la strettoia di clessidra in cui passa l’anno. Sono ombre dei morti, che parlano a mezzo di un sacrificio .. abbiamo sacrificato, sottratto all’uso, intere parti di noi, sedimentate però nell’inconscio collettivo dove ancora abita il licantropo, il mannaro, Erode, il pastore, la stella, gli animali parlanti, tutto quello che da una forma e una misura alla nostra angoscia della presenza sulla terra....

lunedì 20 giugno 2016

Rami di quercia e note d'arpa

Metti una giornata d'estate,
aggiungi Ana Mestre con la sua arpa celtica,
mettici pure la grande "nonna quercia" di Castelvetro.....
.....è subito magia!





lunedì 16 maggio 2016

Al Crucistrada ( Le Canzoni della Cupa )


Qui nelle campagne cremonesi ho trovato quando ero più piccola un autentico crucistrada. Uno di quei posti speciali da cui 4 sentieri si diramano in direzioni opposte, in cui secondo il folklore, a mezzanotte in punto si può incontrare nientedimenoche il Demonio in persona. All'epoca della mia scoperta ne fui molto soddisfatta perchè tutti gli incroci che avevo scovato fino a quel momento erano di tre sole strade.
Non che volessi andarci giusto a mezzanotte, non avrei osato nè oserei tutt'ora.
Ma di certo un crucistrada è un luogo potente, una sorta di portale.
Qualche giorno fa pioveva, tirava vento ed io ero inquieta, con un pò di malditesta.
Così ho mollato tutto,e ho menato i piedi fin là. 
Ho acceso un incenso nel mezzo, mi sono seduta a godermi l'atmosfera del luogo, guardando le acrobazie delle rondini. Quando sono tornata indietro il mio malditesta era bello che svanito, come le nubi.






Ecco le quattro facce del crucistrada:





Il giorno dopo o giù di lì, ho nascosto la coda sotto la gonna e sono entrata in un negozio di suoni e parole per ritirare un libro regalatomi dalla parte Pesce del Volpesce che da Budapest ha smanettato con il Pc per farlo arrivare fino a me. Grazie di cuore, Eta. lo leggerò etu lo leggerai attraverso me, come da promessa!





E nel reparto musica non ho potuto resistere all'acquisto dell'ultima fatica di Vinicio Capossela. Canzoni della Cupa. Sono canzoni di polvere e ombra, di vita, morte e miti rurali. Canzoni d' Irpinia nude e crude, sia nella gioia che nel dolore,un pò in salsa western . Un lavoro durato anni,che ci arriva divisa negli opposti: due Cd ( Ombra e Polvere appunto) avvolti in una confezione bellissima a formare un poster dai toni seppia chiaro una volta dispiegata,odorosa di carta opaca e stampata e corredata da ben due libretti e dalle foto bellissime di Valerio Spada, il tutto infilato in una bustona di plastica quadrata dal sapore vintage. L'insieme mi ricorda un vero e proprio libro d'artista e l'impressione piena e morbida che ho avuto prendendola in mano non è stata quella di un album musicale, ma di un plico di lettere e carte d'altri tempi. Ho speso bene i miei soldini. I file non avrebbero mai potuto eguagliare questo fascino. 
A Vinicio, volevo bene già prima. Ma il bene che gli voglio ogni volta mi si accumula di più e più ancora, e io glielo mando tutto, cantando i suoi canti nel vento quandome ne vado in giro. Sono sicura che gli arriva!



" Falcia falcia mietitore,
urla col fiato che hai in corpo
chi urla è ancora dei vivi
chi urla non è morto! Aèhh! Aèhh!

 È volpe? È gufo? È quaglia? È lupo?
Ondeggia nel grano...
Ondeggia nel grano...
 È lepre? È oca? È lupo?
 Ondeggia nel grano...

Ondeggia nel grano...


Taglia la testa alla bestia nel grano!
Legala alla fascina
è l'ultimo covone
paghi pena per la stagione...Aèhh!
Che ritorni ancora il raccolto
che rifiorisca ora che è morto! "

venerdì 13 maggio 2016

Alghe nori, prodotti di bellezza, Instagram, e la nascita di un racconto

Stampo CV e faccio schede illustrative dei miei laboratori da proporre ai servizi sociali e alle cooperative, nel frattempo ne progetto di nuovi per la prossima stagione con Ticonzero e poi con Ana, continuando nella nostra sinergia di discipline olistiche, musico-terapia e arte-terapia. Questa è la mia gavetta post-laurea, e anche se di soldi per ora se ne vedono pochini, è una gavetta colorata e divertente piena di solidarietà femminina. D'altronde la speranza è l'ultima a morire, e comunque quello che sto facendo mi soddisfa e mi piace. Mi aiuto ancora un pochino vendendo i prodotti Yves Rocher, e questo mese  (tra pochi giorni ) dovrebbero arivarmi pure il famoso borsone pieno zeppo di campioncini e prodotti e la qualifica di "Consigliera di bellezza" o come dicono loro di CDB.
La cosa è un pò ironica, perchè io sono una di quelle ragazze che mettono solo la matita nera e nelle occasioni speciali un pò di rossetto. Ma non disdegno una buona crema per il corpo, o un bagnoschiuma profumato e vegetale. Non vi nascondo neppure che sotto sotto, la segretaria che è in me si diverte un sacco nello sfogliare cataloghi fruscianti, annotare codici, assegnare campioncini, fare consegne, e prendere ordini.


Pe quanto riguarda le cose inaspettate, vi parlo pure di Instagram per via di una cosa carina che mi è successa: ignoravo e snobbavo la famosa app, e anche se la mia amica Marta che è un'ottima fotografa me ne parlava bene, facevo orecchie da mercante perchè mi sembrava troppo fighettina come cosa. Poi venne a casa mia di recente (in occasione della laurea ) mia cugina Letizia che è sempre molto attenta ai social, e così sbirciandola smanettare contenta con foto e fotine, mi son detta "massì vediamo che è" . Insomma alla fine l'ho trovata piacevole, molto pratica e con la possibilità di seguire quello che ti interessa e basta. Ho quindi iniziato a caricare foto a nastro, anche vecchie. Ma qualche giorno fa ho caricato la foto di un vecchio schizzo sulla mia agendina, in cui ho ritratto frettolosamente (ma con tanto amore) Ney Matogrosso di cui mi sono innamorata senza ritegno grazie a Victor che mi ha fatto conoscere i Secos e Molhados. E guardate chi ha mipiacciato e commentato il post? ( Anche se non si capisce, sono manine che applaudono quelle lì in basso!) Lo so. Sembro un'adolescente sciroccata, ma è bello così. Per Ney mi sputtano volentieri! Eh!eh! 


E poi...Victor si sta specializzando sempre più con il sushi e io sono un'entusiasta assaggiatrice. Quando lo prepara con le sue piccole mani paffute, mi piazzo di fianco a lui da brava volpe mendicante con la scusa di aggiustare i futomaki nel piattone, ma in realtà sono molto interessata al rotolo di alghe, riso e salmone fresco, e in particolare alle estremità, ovvero a quei due futomaki troppo bruttarelli per essere messi nel piatto ma comunque buonissimi. Questo è l'ultimo piattone. Ci sono pure alcuni oshizushi pressati, dal gusto delicato.


Ma oltre a questi esperimenti culinari molto graditi, io e Vic stiamo patecipando ad un concorso di scrittura Della Casa Editrice Pagine, dedicato ai racconti e finalizzato a scovare autore emergenti. Vic ovviamente è lo scrittore, ed io sono la motivatrice-corretrice di bozze. Mi piace aiutarlo, e adoro osservarlo scrivere: non ho mai visto nessun'altro scrivere così tanto e con così tanta costanza. Per ora, ho visto giusto le prime righe nascere sul monitor e so soltanto che il protagonista è un certo Milo e che qualcuno lo sta aspettando per qualche motivo.....sono curiosa come una volpe!!!

mercoledì 9 marzo 2016

Nel frattempo.....

Non scrivo da quasi un mese. Cosa è successo nel frattempo?
Giusto un paio di cosette....

...è passato un anno dalla mia partenza per Varanasi e quasi ogni giorno sbircio con piacere il diario indiano per ricordare che stavo facendo esattamente 365 giorni fa....



...continuano a intrecciarsi fili musica e colori...


...per "colpa" di Victor mi sono innamorata di Ney Matogrosso ( che a 74 anni di età non smette di essere figo) e della sua voce...



....la sera del mio compleanno è stata di bufera pioggia e vento, passata vicino ad una stufa.....



...ho trovato per terra un coccodrillo di plastica....


...La mia laurea ( e quindi quella di Marta e Alessia che sono venute con me fino in India ) sarà ufficialmente il 15 Aprile....anche se quei simpaticoni di Brera si sono beccati qualche mail rinfresca-memoria per essersi inizialmente dimenticati di inserire il mio nome nel calendario facendomi prendere un colpo...


...Ho una nuova pagina Fb completamente dedicata alle creazioni fatte a mano, bigiotteria e non solo....


....Ho iniziato a vendere prodotti di bellezza Yves Rocher: sono tutti formulati a base vegetale,non contengono nichel, metalli, o componenti animali e anche chi soffre di allergie, dermatiti, problemi di irritazioni o sensibilità più o meno gravi può usarli! Quindi se siete di Cremona e volete dare un'occhiata al catalogo che esce ogni mese potete chiedere a me!