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mercoledì 16 agosto 2017

Un tesoro a lungo atteso

"Lavare qualcosa è un rito di purificazione senza tempo.                   Non significa soltanto purificare, ma anche,come nel battesimo,immergere,inzuppare,permeare con un numen spirituale e con il mistero. Il rinnovamento,la rivivificazione, avvengono nell'acqua, nella riscoperta di quanto consideriamo vero, di quanto riteniamo sacro."
" Anticamente le ossa erano considerate agenti per richiamare gli spiriti, e i teschi erano la parte più importante. Si credeva che la sapienza speciale e atemporale dei vecchi della comunità o delle creature continuasse a vivere nelle loro ossa dopo la morte. Il teschio è considerato la volta che ospita un resto potente dell'anima di un defunto o di un animale...che su richiesta,può richiamarne l'intero spirito per qualche tempo,onde consultarlo. Facile è immaginare che il Sè-anima viva poprio nella cattedrale ossea della fronte,con gli occhi come finestre,la bocca per porta e le orecchie come imposte."
- C.P. Estés , Donne che corrono coi lupi -


Un tesoro a lungo atteso
 ( cercato in innumerevoli e selvagge passeggiate e mai trovato ) 
che arriva improvvisamente come un dono.
Una paziente pulizia per riportare alla luce l'origine e l'animale.
Come è giusto che sia, porta ancora qualche traccia della storia che l'ha condotto fino a me, 
ma ha affrontato la cura delle mie mani che hanno scavato tolto e sfregato 
e, come se non bastasse, qualche preghiera l'ha attraversato tutto, e c'è stata una certa trepidazione nell'appoggiare le dita in quei solchi, in quei buchi che un tempo erano la dimora di due lucenti occhi d'oro scuro,o dove doveva esserci un naso fremente e attento, o nell'accarezzare piano la fronte...
Gratitudine. Non solo per il tesoro a lungo atteso, ma anche per questi giorni gioiosi e profondi, brevi ma luminosi, quei giorni  che capitano di tanto in tanto, in cui l'ibrido cangiante che siamo si riunisce e così possiamo specchiarci  direttamente l'una negli occhi dell'altra.

giovedì 23 marzo 2017

La parola STREGA, un altro sguardo,e altre meraviglie

E ancora parole adatte....mi stanno piovendo da ovunque! GRAZIE UNIVERSO che in questi giorni pazzi di zolle che si aprono, mi risparmi la fatica grandissima di cercare le parole adatte dentro me, e me le fai trovare così già pronte,sparse come un sentierino di ciottoli, come un rametto piegato in un certo modo, come segnali, facendomi emozionare per il riconoscimento! E qui tiro le pinne fortissimo sempre a Eta ( Eta Eta Eta Direte voi! Ma insomma con questa Eta!) Ma scusate, devo proprio farlo perchè è grazie alla mia compagna di magie se la parola STREGA ora la posso utilizzare - in italiano- senza sentirmi fuori luogo a causa degli equivoci storici,dello stigma, o senza macchiarmi di New age. 
( Anche se per l'abitudine di anni non la uso quasi mai comunque...però so che potrei farlo, che dietro ci sarebbero valide argomentazioni e motivazioni,ed è già qualcosa!) Ecco quindi, vi presento Mauro e poi vi lascio alle sue parole:

MAURO VILLONE
Nato a Torino nel 1958. Fotoreporter e scrittore. Vive e lavora tra Torino, Rio de Janeiro e in
viaggio. Dopo gli studi in Scienze della Terra ha approfondito, attraverso numerosi workshop e
seminari, il tema della comunicazione sociale e interpersonale per poi lavorare nel settore
pubblicitario per 10 anni. Oggi dirige la ONG Para Ti a Rio de Janeiro. Realizza ricerche in Brasile e altre parti del mondo sui temi delle culture indigene e della spiritualità. Tiene un blog su IlFatto Quotidiano on-line e scrive sul portale Karma News. Ha un blog personale: 

"STREGA. Dal Dizionario socio-antropologico Villone-Urani. Lat. Strix (nom.), strigis (gen.), strige (abl.). Donna dotata di enorme potere, acquisito seguendo determinate pratiche e discipline. Tale enorme potere si espleta con lo sguardo, il soffio, il tocco, il respiro, la risata, posture del corpo, malie sessuali, uso di erbe, piante, pigmenti, semi e minerali, cerimonie del fuoco, dell'aria e dell'acqua, canti, danze, versi e fischi.
Molte donne si ritengono streghe, per il semplice fatto di essere donne e di avere certe idee, ma in realtà sono pochissime quelle che intraprendono veramente il cammino e solo alcune quelle che riescono davvero ad arrivare "dall'altra parte". Diventare una strega è vicino all'impossibile, richiedendo totale abnegazione e la capacità di affrontare qualsiasi cosa come se fosse l'ultima, su un cammino che sembra invece non avere MAI fine. Una strega è capace di provare gioia e meraviglia con qualsiasi cosa e, al tempo stesso, può essere testimone dell'orrore in persona e continuare ad amare senza condizioni, nonostante tutto. Una strega sa affrontare la più profonda sofferenza come l'estasti più sublime, un giaguaro come uno scoiattolo, senza batter ciglio. Perché sa che la sua vera arte è essere Signora della Cura come del Dolore. L'utilizzo di questo enorme potere a fin di bene o fin di male dipende solo dal cuore della strega. Ma non ci saranno problemi se, doveste incontrarne una, la rispetterete senza condizioni."


"Wise woman" di Rafael Gallardo


venerdì 27 gennaio 2017

Memoria ( Gioia-Dolore-Gioia...)

Oggi ho sentito in me un miscuglio di emozioni.
A tratti gioia infinita e a tratti dolore. Per tutto il tempo invece, un'acuta consapevolezza.
Gioia infinita nel sapere che, se le cose fossero andate diversamente ( e avrebbero potuto farlo in mille piccoli modi ) io a quest'ora non sarei qui a scrivere, e mia madre e la maggior parte dei suoi fratelli e sorelle non sarebbero mai nati. Se mio nonno ( e mi colpisce la vicinanza di questa parola....nonno. Non bisnonno, trisavolo o chissà cosa. Nonno. Il padre di mia madre: una dolce figura elegante della mia infanzia, ben nitida, perfino nel profumo... ) Se quel ragazzo di 35 anni non fosse riuscito a fuggire e a tornare a casa a piedi o con mezzi di fortuna, sempre nascosto, durante un viaggio durato mesi di cui rimpiango di non avergli chiesto nulla perchè ero troppo piccola per farlo, ecco io a quest'ora non sarei qui. Però qualcosa mi è stato raccontato: dei vestiti bruciati e sepolti, del bagno fatto fuori casa prima di poter rientrare, di una delle mie zie ancora piccola, che non riconoscendo suo padre in quell'uomo consumato, lo prese a pugni e morsi dicendogli "Sei un estraneo! Non puoi entrare e andare a letto con mia madre!"
Dolore infinito. Dolore per le persone che conosco e soffrono, proprio adesso in questo momento. Persone che fanno parte della mia famiglia. Dolore che parte come personale e poi si allarga, si espande, si eleva fino a perdere i contorni di ciò che conosco, famigliare e familiare e diventa così il dolore di tutti, del mondo intero, universale. Ormai le lacrime che verso non sono più solo le mie. E a quel punto....beh a quel punto il dolore è così illimitato e immenso e incondizionato che solo una cosa può succedergli, e quindi muta e si trasforma e mostra il suo altro volto che è il volto dell'amore, e la cosa non dovrebbe stupire più di tanto, e chi soffre o ha sofferto lo sa: che è semplicemente l'altro lato della medaglia e che la medaglia è una soltanto.
E quindi di nuovo gioia! Gioia perchè la casa qui al confine ( che abito al confine - confine tra buio e luce, nebbia e visibilità, città e campagna- me lo disse un giorno l'altra metà del Volpesce, una sera che era tornata dall'Olanda, ed era primavera se non sbaglio. Era la sera in cui sentimmo le farfalle sussurrare "borbol(eta)s" e in cui ci accorgemmo di averci avuto sotto al naso - e che naso!!- da sempre senza farci caso...) dicevo, la casa non è più vuota e i miei, che hanno passato giorni difficili e movimentati ne sono anche loro contenti, e c'è qualcosa di diverso in loro che io percepisco. Ci sono cose che hanno il potere di rimetterti un po' a posto le priorità,in maniera traumatica ma efficace. Scoprire che mentre qualche sera fa io ero qui da sola turbata da un brutto sogno e angosciata senza un motivo preciso, mia madre in un'altra città faceva a sua volta un incubo e non riusciva a dormire. Oggi ci siamo raccontate questa cosa e il suo commento è stato " tu sei come la nonna, ecco perchè!" Gioia-dolore-gioia... ( ciao nonna! il giorno dopo sarebbe stato il tuo compleanno,così, giusto per legare ancora di più il tutto come piace a noi,e ti ho acceso una candelina e ho indossato un tuo ciondolo!  ) Gioia per i cambiamenti in atto,e come sempre per le piccole cose.
Gioia-Dolore-Gioia
Vita-Morte-Vita
Amore.

domenica 1 gennaio 2017

Ricordo il 2016 come...fosse ieri!


Nel 2016 ...
☆ ho fatto nascere  una farfalla ( ed è successo il giorno del compleanno di mia madre)
☆ mi sono laureata in Terapeutica Artistica, dopo una tesi ed un viaggio indimenticabili in India l'anno prima
☆ ho ricamato con donne di diverse età e culture
☆  ho fatto i primi due livelli Reiki Shoden e Chuden 
☆  ho fatto un sacco di laboratori diversi con persone bellissime ( sia co-conduttrici che partecipanti) 
☆ ho ricevuto la mia versione colorata del Volpesce dall'altra metà di me/noi 
☆ sono diventata  Zampiglia, volontaria clown V.I.P Italia 
☆ mi sono fatta 1000 e passa km per i 90anni del nonno 
☆  ho iniziato a cambiar pelle come ssssuggerisce il mio sssecondo totem,
 ssspezzando ssspirali.... 🐍 

domenica 9 ottobre 2016

Pelliccia & scaglie arcobaleno


Poco più di una settimana fa Eta è tornata in Italia come un piccolo tornado nasuto, e così ho rivisto Milano non capacitandomi di come avessi fatto a reggerne i ritmi frenetici per anni, sono rimasta sconvolta dalla metro lilla che va da sola come una zappaterra che non ha mai visto della tecnologia in vita sua, ma sopratutto ho ascoltato di nuovo ( non è mai abbastanza ) la sua voce declamare Felice sul palco del teatro Out Off, in occasione del festival Help Yourself. 


In tutto ciò il Volpesce ( nella sua coloratissima versione a pastelli a olio e pastelli acquerellabili su carta velour ) è infine approdato tra le mie mani. Inizia finalmente a fare ragionevolmente freddo e io sono un miscuglio agrodolce di emozioni diverse. Sia io che il volpesce disegnato siamo in cerca di una nuova tana, di una nuova dimensione e di nuovi spazi. Cambiamo il pelo con il cambiare delle stagioni, e le piccole cose continuano a essere i nostri tesori più ambiti.


lunedì 16 maggio 2016

Al Crucistrada ( Le Canzoni della Cupa )


Qui nelle campagne cremonesi ho trovato quando ero più piccola un autentico crucistrada. Uno di quei posti speciali da cui 4 sentieri si diramano in direzioni opposte, in cui secondo il folklore, a mezzanotte in punto si può incontrare nientedimenoche il Demonio in persona. All'epoca della mia scoperta ne fui molto soddisfatta perchè tutti gli incroci che avevo scovato fino a quel momento erano di tre sole strade.
Non che volessi andarci giusto a mezzanotte, non avrei osato nè oserei tutt'ora.
Ma di certo un crucistrada è un luogo potente, una sorta di portale.
Qualche giorno fa pioveva, tirava vento ed io ero inquieta, con un pò di malditesta.
Così ho mollato tutto,e ho menato i piedi fin là. 
Ho acceso un incenso nel mezzo, mi sono seduta a godermi l'atmosfera del luogo, guardando le acrobazie delle rondini. Quando sono tornata indietro il mio malditesta era bello che svanito, come le nubi.






Ecco le quattro facce del crucistrada:





Il giorno dopo o giù di lì, ho nascosto la coda sotto la gonna e sono entrata in un negozio di suoni e parole per ritirare un libro regalatomi dalla parte Pesce del Volpesce che da Budapest ha smanettato con il Pc per farlo arrivare fino a me. Grazie di cuore, Eta. lo leggerò etu lo leggerai attraverso me, come da promessa!





E nel reparto musica non ho potuto resistere all'acquisto dell'ultima fatica di Vinicio Capossela. Canzoni della Cupa. Sono canzoni di polvere e ombra, di vita, morte e miti rurali. Canzoni d' Irpinia nude e crude, sia nella gioia che nel dolore,un pò in salsa western . Un lavoro durato anni,che ci arriva divisa negli opposti: due Cd ( Ombra e Polvere appunto) avvolti in una confezione bellissima a formare un poster dai toni seppia chiaro una volta dispiegata,odorosa di carta opaca e stampata e corredata da ben due libretti e dalle foto bellissime di Valerio Spada, il tutto infilato in una bustona di plastica quadrata dal sapore vintage. L'insieme mi ricorda un vero e proprio libro d'artista e l'impressione piena e morbida che ho avuto prendendola in mano non è stata quella di un album musicale, ma di un plico di lettere e carte d'altri tempi. Ho speso bene i miei soldini. I file non avrebbero mai potuto eguagliare questo fascino. 
A Vinicio, volevo bene già prima. Ma il bene che gli voglio ogni volta mi si accumula di più e più ancora, e io glielo mando tutto, cantando i suoi canti nel vento quandome ne vado in giro. Sono sicura che gli arriva!



" Falcia falcia mietitore,
urla col fiato che hai in corpo
chi urla è ancora dei vivi
chi urla non è morto! Aèhh! Aèhh!

 È volpe? È gufo? È quaglia? È lupo?
Ondeggia nel grano...
Ondeggia nel grano...
 È lepre? È oca? È lupo?
 Ondeggia nel grano...

Ondeggia nel grano...


Taglia la testa alla bestia nel grano!
Legala alla fascina
è l'ultimo covone
paghi pena per la stagione...Aèhh!
Che ritorni ancora il raccolto
che rifiorisca ora che è morto! "

martedì 2 febbraio 2016

Intrecci


Il laboratorio "Arte delle Mani" procede,
mentre stiamo tutte insieme a ricamare il tempo vola,
 i mandala prendono forma e pian piano al progetto si intrecciano storie e collaborazioni, 
quindi speriamo davvero che sia l'inizio di una bella avventura.  Il prossimo appuntamento è per il 13 Febbraio, sempre in Via Maffi 2 a Cremona presso la sede di Ticonzero. 
(Per info e prenotazioni potete chiedere a me oppure scrivere a ticonzerolab@gmail.com )
Proprio oggi abbiamo parlato del nostro lavoro ad un'associazione di sostegno per le donne vittime di violenza, ricevendo un ottimo riscontro. Piccoli passi, fili colorati.


Ma oggi è giornata di intrecci anche perchè ricevo posta e posso far fiorire un piccolo papavero tra i capelli, creato dalle mani della bravissima Sabina, che con ago filo e pannolenci crea meraviglie!


Inoltre, sono stata la prima a bussare alla finestra virtuale di Eta 
e sono stata il primo ritratto da 15 minuti del suo nuovo progetto / gioco / esperimento
Eccomi qui,come un sole dalgli occhi blu.
Se siete curiosi di vedervi attraverso i suoi occhi, seguite i link che vi ho lasciato in questo post  e bussate alla sua navicella spaziale....vi prometto che non ve ne pentirete!