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lunedì 27 novembre 2017

Scintilla d'oro

<< Ogni albero ha, sottoterra,una versione primaria di se stesso. Sotto la terra il venerabile albero custodisce "un albero nascosto", ancorato a radici vitali che attingono incessantemente ad acque invisibili. Da queste radici,l'anima nascosta dell'albero spinge l'energia verso l'alto,così che la sua vera e più audace e sapiente natura sbocci in superficie. Così anche la vita di una donna. Come un albero,qualunque sia la sua condizione al di sopra del terreno,smagliante o sofferente...sottoterra vive  "una donna nascosta"  che accudisce la scintilla d'oro,l'energia luminosa, la fonte di spiritualità che mai si spegne. "La donna nascosta" si prodiga sempre per spingere verso l'alto attraverso la terra cieca,per nutrire la sua parte superiore e il suo mondo alla sua portata. I suoi tempi di espansione e reinvenzione dipendono da questo ciclo. Avete mai amato un albero? Se avete mai amato una foresta o un albero,sapete sicuramente che esistono alberi che nonostante siano marciti completamente ingannano tutti - e vivono per raccontare e insegnare i loro grandi ritorni alla vita. Ancora quella scintilla d'oro. >>

<<... Conoscevo uno di quegli alberi in pericolo,era un maestoso pioppo americano. Quella particolare pianta era sopravvissuta,per diverse centinaia di anni, a ogni sorta di malattia,alluvione e temperatura glaciale, e agli attacchi delle termiti.. Ma un giorno dopo essersi distinta nelle battaglie che non aveva ricercato ma che le si erano parate davanti una dopo l'altra, e nonostante resistesse ancora e con fierezza restasse in piedi....ebbene,un giorno fu "scoperta" da un gruppo di uomini armati di seghe e scuri. Fu quindi impietosamente spaccata e abbattuta. E poi, portata via da un grande camion con un fumaiolo nero. E come tante volte accade nella vita di una donna,tutti credevano che fosse stata definitivamente abbattuta, e quella fosse la sua fine. E alcuni,con altre mire per la testa,avrebbero potuto esclamare: " Che liberazione!" Ma...la donna nascosta che accudiva la scintilla d'oro la pensava diversamente....>>

<<...Nell'arco dell'anno,qualcosa cominciò ad accadere al ceppo della grande pianta di pioppo. Di lei rimaneva sul terreno solo una larga base. Il tempo passava e passava. Ad un certo punto...ebbe inizio ciò che io chiamo "un miracolo lento". Dal ceppo piatto del vecchio albero,spuntarono dodici alberelli. Dritti. Robusti. Ondeggianti.Che danzavano in cerchio.In cima al ceppo.Lungo i suoi bordi...dodici alberi danzanti.
I giovani alberi che si innalzarono dal corpo della vecchia pianta di pioppo erano chiaramente suoi figli. Nel mito un simile "albero con i germogli" è talvolta chiamato "albero del cerchio fatato"; spiriti che germogliano da una pianta apparentemente morta...per danzare nella nuova vita di gioia. Le piante non sono seminate. Sono evocazioni. Risorgono, "le tante dall'una",dalla scintilla d'oro. Nel mito greco è Demetra,la madre terra,a morire quando la figlia scompare. Ed è Demetra che torna vigorosamente a vivere quando la figlia le è restituita. Stesso destino per il grande albero: i suoi figli sono nati dalla più vecchia radice paterna; e riportano ancora tutto alla vita. Non a una vita spenta. Auna vita che danza. Questi alberi " che germogliano" esistono in Natura, poichè la nuova vita è conservata nelle radici -anche quando la gran parte della pianta in superficie è stata tagliata,è stata portata via- anche quando la vita di una cosa non è stata trattata con rispetto o generata correttamente-anche quando è circondata da apatia eindifferenza. Anche quando il guscio è stato spaccato e distrutto. Immaginate,da uno spazio vuoto,tornare alla vita con un nuovo virgulto non una,ma tante volte. Incurante di tutte le altre condizioni,sottoterra la donna nascosta custodisce la scintilla d'oro. Ora, in balia dell'irriverenza dei venti,le foglie di questi alberelli alti e graziosi si muovono sempre,parlano sempre con un migliaio di luccicanti sfaccettature verdi. Se questo non è un miracolo,allora non sappiamo nulla dei veri "milagros". Chi può dire che una cosa a noi cara tagliata in mille pezzi sia davvero morta? Se pensiamo a una qualsiasi donna abbattuta,chi potrà mai iniziare a quantificare quale grande vita finirà per sbocciare dai suoi tagli,dalle sue ferite -dall'elettricità spinta verso l'alto dalla sua anima nascosta,da quella scintilla d'oro? Non importa quanto siano profonde le sue spaccature,la sua radice luminosa vive ancora,dona ancora e tenterà sempre di trovare oltre il terreno una vita piena di significato.>>

- Clarissa Pinkola Estes, La danza delle grandi madri-
( Nelle foto, il mio amato vecchio pioppo e i nuovi alberelli che stanno crescendo dal suo tronco tagliato)










lunedì 23 ottobre 2017


Sta succedendo qualcosa di meraviglioso nel mio qui e ora: hanno tagliato il mio albero preferito e ne stanno sgorgando il bello delle persone e svariate poesie. Quando accadono piccole cose del genere, mi ricordo perchè sotto sotto so di non poter fare l'eremita. Ogni tanto l'idea mi balena in testa: "Mobbasta! Mollo tutto e vado a pascolar capre!" Ma poi parte dall'Universo stesso ( che è più trickster di me) un mega pernacchione cosmico che contiene tutto il mio amore per le persone, e non mi resta che sbuffare, alzare gli occhi al cielo e sorridere.
Ecco due poesie che mi sono state donate di recente.

Cit. Hermann Hesse "Il canto degli alberi"

"Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche. Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo : realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte.

Quando un albero è stato segato e porge al sole la sua nuda ferita mortale, sulla chiara sezione del suo tronco - una lapide sepolcrale – si può leggere tutta la sua storia: negli anelli e nelle con crescenze sono scritte fedelmente tutta la lotta, tutta la sofferenza, tutte le malattie, tutta la felicità e la prosperità, gli anni magri e gli anni floridi, gli assalti sostenuti e le tempeste superate. E ogni contadino sa che il legno più duro e più pregiato ha gli anelli più stretti, che i tronchi più indistruttibili, più robusti, più perfetti, crescono in cima alle montagne, nel perpetuo pericolo,
Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità. Essi non predicano dottrine e precetti, predicano, incuranti del singolo, la legge primigenia della vita.

Così parla un albero : in me è celato un seme, una scintilla, un pensiero, io sono vita della vita eterna. Unico è l’esperimento che la madre perenne ha tentato con me, unica la mia forma e la venatura della mia pelle, unico il più piccolo gioco di foglie delle mie fronde e la più piccola cicatrice della mia corteccia. Il mio compito è quello di dar forma e rivelare l’eterno nella sua marcata unicità.
...

La nostalgia di vagare senza meta mi prende il cuore, quando a sera, sento gli alberi stormire nel vento. Se li si ascolta a lungo, in silenzio, anche la nostalgia di vagare rivela appieno il suo significato più profondo. Non è desiderio di scappare via dal dolore, come sembra. E’ nostalgia della propria patria, ricordo della propria madre, struggimento per nuovi simboli di vita. Conduce a casa. Ogni strada conduce a casa, ogni passo è nascita, ogni passo è morte, ogni tomba è madre.

Così sussurra l’albero nella sera, quando abbiamo paura dei nostri pensieri infantili. Gli alberi hanno pensieri duraturi, di lungo respiro, tranquilli, come hanno una vita più lunga della nostra. Sono più saggi di noi finché non li ascoltiamo. Ma quando abbiamo imparato ad ascoltare gli alberi, allora proprio la brevità, la rapidità e la precipitazione infantile dei nostri pensieri acquistano una letizia incomparabile. Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non desidera più essere un albero. Non desidera essere altro che quello che è. Questa è la patria. Questa è la felicità."

Per Paola che ha visto il paesaggio cambiare.

( un dono di Beatrice Volpi )


Un tempo gli alberi avevano occhi posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero, ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti, ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi, questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
perché albero non sono più,
o forse sono scivolata lungo le radici nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre.
Ma allora perchè quando mi avvicino
Sento che
Mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre
ho voglia di gridare
Cosa avete visto?....

Ana Blandiana, poetessa rumena.

( Un dono di Pinco Pallina )

giovedì 23 marzo 2017

La parola STREGA, un altro sguardo,e altre meraviglie

E ancora parole adatte....mi stanno piovendo da ovunque! GRAZIE UNIVERSO che in questi giorni pazzi di zolle che si aprono, mi risparmi la fatica grandissima di cercare le parole adatte dentro me, e me le fai trovare così già pronte,sparse come un sentierino di ciottoli, come un rametto piegato in un certo modo, come segnali, facendomi emozionare per il riconoscimento! E qui tiro le pinne fortissimo sempre a Eta ( Eta Eta Eta Direte voi! Ma insomma con questa Eta!) Ma scusate, devo proprio farlo perchè è grazie alla mia compagna di magie se la parola STREGA ora la posso utilizzare - in italiano- senza sentirmi fuori luogo a causa degli equivoci storici,dello stigma, o senza macchiarmi di New age. 
( Anche se per l'abitudine di anni non la uso quasi mai comunque...però so che potrei farlo, che dietro ci sarebbero valide argomentazioni e motivazioni,ed è già qualcosa!) Ecco quindi, vi presento Mauro e poi vi lascio alle sue parole:

MAURO VILLONE
Nato a Torino nel 1958. Fotoreporter e scrittore. Vive e lavora tra Torino, Rio de Janeiro e in
viaggio. Dopo gli studi in Scienze della Terra ha approfondito, attraverso numerosi workshop e
seminari, il tema della comunicazione sociale e interpersonale per poi lavorare nel settore
pubblicitario per 10 anni. Oggi dirige la ONG Para Ti a Rio de Janeiro. Realizza ricerche in Brasile e altre parti del mondo sui temi delle culture indigene e della spiritualità. Tiene un blog su IlFatto Quotidiano on-line e scrive sul portale Karma News. Ha un blog personale: 

"STREGA. Dal Dizionario socio-antropologico Villone-Urani. Lat. Strix (nom.), strigis (gen.), strige (abl.). Donna dotata di enorme potere, acquisito seguendo determinate pratiche e discipline. Tale enorme potere si espleta con lo sguardo, il soffio, il tocco, il respiro, la risata, posture del corpo, malie sessuali, uso di erbe, piante, pigmenti, semi e minerali, cerimonie del fuoco, dell'aria e dell'acqua, canti, danze, versi e fischi.
Molte donne si ritengono streghe, per il semplice fatto di essere donne e di avere certe idee, ma in realtà sono pochissime quelle che intraprendono veramente il cammino e solo alcune quelle che riescono davvero ad arrivare "dall'altra parte". Diventare una strega è vicino all'impossibile, richiedendo totale abnegazione e la capacità di affrontare qualsiasi cosa come se fosse l'ultima, su un cammino che sembra invece non avere MAI fine. Una strega è capace di provare gioia e meraviglia con qualsiasi cosa e, al tempo stesso, può essere testimone dell'orrore in persona e continuare ad amare senza condizioni, nonostante tutto. Una strega sa affrontare la più profonda sofferenza come l'estasti più sublime, un giaguaro come uno scoiattolo, senza batter ciglio. Perché sa che la sua vera arte è essere Signora della Cura come del Dolore. L'utilizzo di questo enorme potere a fin di bene o fin di male dipende solo dal cuore della strega. Ma non ci saranno problemi se, doveste incontrarne una, la rispetterete senza condizioni."


"Wise woman" di Rafael Gallardo


venerdì 13 maggio 2016

Alghe nori, prodotti di bellezza, Instagram, e la nascita di un racconto

Stampo CV e faccio schede illustrative dei miei laboratori da proporre ai servizi sociali e alle cooperative, nel frattempo ne progetto di nuovi per la prossima stagione con Ticonzero e poi con Ana, continuando nella nostra sinergia di discipline olistiche, musico-terapia e arte-terapia. Questa è la mia gavetta post-laurea, e anche se di soldi per ora se ne vedono pochini, è una gavetta colorata e divertente piena di solidarietà femminina. D'altronde la speranza è l'ultima a morire, e comunque quello che sto facendo mi soddisfa e mi piace. Mi aiuto ancora un pochino vendendo i prodotti Yves Rocher, e questo mese  (tra pochi giorni ) dovrebbero arivarmi pure il famoso borsone pieno zeppo di campioncini e prodotti e la qualifica di "Consigliera di bellezza" o come dicono loro di CDB.
La cosa è un pò ironica, perchè io sono una di quelle ragazze che mettono solo la matita nera e nelle occasioni speciali un pò di rossetto. Ma non disdegno una buona crema per il corpo, o un bagnoschiuma profumato e vegetale. Non vi nascondo neppure che sotto sotto, la segretaria che è in me si diverte un sacco nello sfogliare cataloghi fruscianti, annotare codici, assegnare campioncini, fare consegne, e prendere ordini.


Pe quanto riguarda le cose inaspettate, vi parlo pure di Instagram per via di una cosa carina che mi è successa: ignoravo e snobbavo la famosa app, e anche se la mia amica Marta che è un'ottima fotografa me ne parlava bene, facevo orecchie da mercante perchè mi sembrava troppo fighettina come cosa. Poi venne a casa mia di recente (in occasione della laurea ) mia cugina Letizia che è sempre molto attenta ai social, e così sbirciandola smanettare contenta con foto e fotine, mi son detta "massì vediamo che è" . Insomma alla fine l'ho trovata piacevole, molto pratica e con la possibilità di seguire quello che ti interessa e basta. Ho quindi iniziato a caricare foto a nastro, anche vecchie. Ma qualche giorno fa ho caricato la foto di un vecchio schizzo sulla mia agendina, in cui ho ritratto frettolosamente (ma con tanto amore) Ney Matogrosso di cui mi sono innamorata senza ritegno grazie a Victor che mi ha fatto conoscere i Secos e Molhados. E guardate chi ha mipiacciato e commentato il post? ( Anche se non si capisce, sono manine che applaudono quelle lì in basso!) Lo so. Sembro un'adolescente sciroccata, ma è bello così. Per Ney mi sputtano volentieri! Eh!eh! 


E poi...Victor si sta specializzando sempre più con il sushi e io sono un'entusiasta assaggiatrice. Quando lo prepara con le sue piccole mani paffute, mi piazzo di fianco a lui da brava volpe mendicante con la scusa di aggiustare i futomaki nel piattone, ma in realtà sono molto interessata al rotolo di alghe, riso e salmone fresco, e in particolare alle estremità, ovvero a quei due futomaki troppo bruttarelli per essere messi nel piatto ma comunque buonissimi. Questo è l'ultimo piattone. Ci sono pure alcuni oshizushi pressati, dal gusto delicato.


Ma oltre a questi esperimenti culinari molto graditi, io e Vic stiamo patecipando ad un concorso di scrittura Della Casa Editrice Pagine, dedicato ai racconti e finalizzato a scovare autore emergenti. Vic ovviamente è lo scrittore, ed io sono la motivatrice-corretrice di bozze. Mi piace aiutarlo, e adoro osservarlo scrivere: non ho mai visto nessun'altro scrivere così tanto e con così tanta costanza. Per ora, ho visto giusto le prime righe nascere sul monitor e so soltanto che il protagonista è un certo Milo e che qualcuno lo sta aspettando per qualche motivo.....sono curiosa come una volpe!!!

martedì 29 marzo 2016

Miracolo al confine

Oggi è il compleanno di mia mamma e dopo 5 mesi in cui ho visto tutti i suoi mutamenti, è nata una delle "mie" cavolaie, la più piccina ( Pieris rapae ) ..Entrambe le mie protette erano bruchi di una generazione in più per via del caldo insolito di Novembre, che se lasciati a se stessi non avrebbero potuto portare a termine il processo per via del freddo successivo. Insomma...come regalo di compleanno non avrei saputo fare di meglio! :) Vediamo ora l'altra ( Pieris brassicae) se si decide anche lei...






giovedì 24 marzo 2016

Forte e chiara


René Magritte - The voice of blood (1959)

mercoledì 9 marzo 2016

sabato 12 dicembre 2015

Le cose che accadono mentre non scrivo

Due fratelli che si rivedono dopo anni,
mani felici che battono sui tasti di una vecchia Triumph,
mani affettuose che preparano di nascosto doni caldi,
lettere e corrispondenza,
tanta nebbia e tanti pensieri,
gli ultimi sforzi per concludere la tesi,
bruchi che si trasformano in crisalidi
e che in questa forma "dormiranno" tutto l'inverno,
il mercatino natalizio di Isola Dovarese 
idee per la luna nuova e il Solstizio d' inverno,
la felicità di non doversi spostare,
l'attesa per un pò di neve,
e la consueta attenzione amorevole per le piccole cose...


mercoledì 21 ottobre 2015

Allegro addio ai contorni troppo netti


Finalmente mi ricordo di respirare e disegnare.
FINALMENTE riesco a mandare gioiosamente all'aria qualcosa che volevo modificare un pò,
scoprendo al tempo stesso il piacere del corpo a corpo con i pastelli a cera
 ( mi sembra quasi di mangiarli, quelli più sottili si spezzano sovente, poverini.... ) 
Quindi mi inchino a Eta, mia donna-pesce del cuore, e la ringrazio tantissimo per l' ispirazione che mi dona
 ( e che penso sia abbastanza visibile)
Osservando i suoi lavori nel corso del tempo, ho sentito chiaro e forte un bel richiamo selvaggio da seguire,
e oggi per la prima volta ho fatto sul serio con me stessa e con il foglio che avevo davanti, e ho dato inizio a un qualcosa da coltivare e continuare per potermi poi reggere sempre più sulle mie zampe.
Avevo già fatto questi discorsi, ma subito dopo (o durante) non mi era mai uscito qualcosa che fosse davvero coerente con essi.
Perchè sospendere il giudizio e spegnere la parte giusta del cervello in nome del piacere puro e semplice, è così oscenamente difficile per l'essere umano moderno....perfino dopo due anni intensi di Terapeutica artistica in Accademia. Quest'ultima esperienza mi ha aiutato molto ad acuire la mia consapevolezza in merito, ma è stata comunque troppo guidata e accomodante per dare il necessario "calcio nel didietro" ad una pigrona mentalizzatrice come me. Ovviamente ne ho ricevuti calci nel didietro ( colleghe di corso che forse state leggendo....provate un pò a immaginare da chi....eh!eh! ) ma erano calci comunque "soft", quasi un pò da genitore amorevole che prova a fare il duro, e quindi meno efficaci. 
Insomma adesso che mi sto sforzando seriamente di assomigliare a me stessa da sola, ho rotto la membrana dell'auto-inibizione e  posso iniziare a spassarmela e sperimentare utilizzando la spinta emotiva che ne è derivata! ERA ORA!!!! 
Grazie grazie grazie Eta!
Perchè come una brava insegnante Platonica non hai fatto assolutamente nulla, se non essere te stessa.


venerdì 7 agosto 2015

Un brasiliano in Magna Grecia

Per adesso io e Victor abbiamo visitato Reggio Calabria e il Museo Archeologico Nazionale dove sono conservati i famosi Bronzi di Riace. Il museo non è ancora del tutto sistemato, ma le nuove sale sono piene di luce e munite di elementi interattavi. Ho apprezzato molto il cambiamento. Il ricordo che avevo di questo museo era quello di un luogo pieno di reperti bellissimi e interessanti, ma con un' atmosfera cupa e decadente, come un bel cristallo ricoperto da una patina giallastra.
 Adesso invece è tutto limpido e luminoso, e gli oggetti esposti hanno maggior risalto . 
Osservare i reperti e immaginare la vita di allora mi emoziona sempre.
Penso che la mia passione per la storia, che in seguito mi ha portato verso la rievocazione storica e l'archeologia sperimentale, sia nata proprio così, 
gironzolando per le sale dei più disparati musei già da piccola.






Loro poi.....beh cosa dire. Sono una gioia per gli occhi.
Sono l'appagamento ideale per il mio vorace senso estetico, 
guerrieri fieri e vittoriosi che hanno attraversato i secoli e affrontato tre lunghissimi restauri.
Negli ultimi anni, mi ero abituata a vederli sdraiati sul tavolo operatorio al Palazzo della Regione, 
e poterli finalmente divorare con gli occhi in tutta la loro perfezione, da tutte le angolazioni, è stato bellissimo.





In città abbiamo camminato molto e ci siamo piacevolmente "persi" per le viuzze del centro, 
tra sali-scendi, scorci interessanti, e la famosa Via Marina, il lungo mare della città.
La cosa che mi piace di più del lungo mare, oltre alla sua eleganza vittoriana e le coste della Sicilia che sembrano vicinissime, sono gli alberi di Ficus Macrophylla secolari con le loro enormi radici.







In questi ultimi giorni, alcuni violentissimi temporali hanno visitato il mio paesello con impressionante regolarità, quasi come dei monsoni e con un bel corredo di fulmini e tuoni da far tremar i polsi.
Un fulmine è caduto anche nel cortile della casa di fianco alla mia facendomi non poco spaventare. 
Non mi era mai capitato un incontro tanto ravvicinato con questa forza della natura. A parte la parete di casa ( per fortuna ) e una finestra aperta a separarmene c'erano solo pochi metri! Che botto! 
Appena il tempo sarà più clemente continuerò a mostrare le bellezze dei dintorni al mio caro ospite, che nel frattempo ha già conosciuto le gioie del latte di mandorla, della granita al caffè con panna, della gazzosa al caffè ( che ovviamente gli è sembrata un pò strana) e di un aperitivo in pieno stile terrone. 



Un pensiero particolare a Eta,
che l' anno scorso era in giro per l'Italia e in questo stesso periodo è passata pure da Armo e Reggio.
Chi avrebbe mai detto che l'anno dopo avrei avuto qui Victor??
 Nemmeno sapevo della sua esistenza! :))
I nostri intrecci sono nati così, e secondo me avevano già iniziato a formarsi e a legarci a nostra Felice insaputa, proprio in quei giorni di Agosto. 

martedì 28 luglio 2015

Tesori



Io e mia cugina Maria Rita abbiamo scoperto la spiaggia di San Gregorio, un piccolo villaggio di pescatori con le casette che si affacciano letteralmente sul mare: i gradini delle verandine spesso e volentieri finiscono in acqua e anche sotto, quando d'inverno sale la marea. 
Forse non è il luogo migliore in cui bagnarsi, dato che esistono molte spiagge più belle ed è abbastanza vicino alla città, ma è un luogo poco frequentato e per quanto riguarda i tesori del mare, è un perfetto territorio di caccia. Tutto quello che non trovo da altre parti l'ho trovato qui. 
Ecco qualche foto del bottino:




lunedì 22 giugno 2015

Falene

Una nuova ondata di sensibilità quasi mistica, quella sensazione ormai familiare ma sempre nuova di avere mille occhi e mille orecchie.
Oltre al fuoco nella notte precedente a quella del Solstizio, nel parco della villa che fu la dimora di Cecilia Gallerani, ho potuto constatare con più forza di altre volte, che seppure io non fossi per nulla "appariscente" esternamente, qualcosa dev'essere percepibile dalla gente intorno. 
Il giorno dopo io e Vic ci siamo svegliati tardi e nel primo pomeriggio abbiamo fatto un salto ad un bel mercatino svuota-soffitte che si tiene ogni terza domenica del mese in centro.
Qui abbiamo trovato piccoli tesori e gentilezze: una donna che vendeva vecchi oggetti ci ha fatto i complimenti per i nostri sorrisi "così solari", poco più in là un signore dagli occhi simpatici mi ha fatto 2 euro di sconto per una cornice annerita dal fuoco di chissà quale caminetto che mi piaceva molto, e un altro ci ha venduto una piccola volpe d'argento per poi regalarcene un' altra di metallo dorato.
La cornice ha un aria un pò  slava o scandinava, e credo che ci metterò l'effige di Kipu Nainen, o quella di "Vecchio Sasso", vedremo, mentre le due volpi hanno arricchito la mia piccola collezione, che prima o poi si spera approderà in una bacheca nonchè in un' altra casa!



Nel tardo pomeriggio sono tornata a casa in bicicletta dopo aver fatto l'amore, e il mondo mi è sembrato proprio un posto bellissimo.
Poi oggi all'improvviso, dopo 7 mesi sono nate sotto il mio sguardo stupito le falene cydia deshaisiana che per tutto questo tempo ho curato e custodito all'interno dei loro due semi, ed una cuginetta giramondo che non vedevo da tempo è venuta a trovarmi per qualche giorno.