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lunedì 20 agosto 2018

<< Pan, il grande, è morto! >>

“...Un grido percorse la tarda antichità:
<< Pan, il grande, è morto! >> narra Plutarco nel Tramonto degli oracoli; tuttavia il detto è divenuto oracolare, fino a significare molte cose per molte persone in molti tempi. Una cosa fu annunciata: la natura era stata privata della sua voce creativa. Essa non era più una forza indipendente e vivente di generatività. Ciò che aveva avuto anima, la perdette; o andò perduta la connessione psichica con la natura. Morto Pan, anche Eco morì; non potemmo più catturare coscienza riflettendo entro i nostri istinti. Questi avevano perduto la loro luce e caddero facilmente nell' ascetismo, seguendo come un gregge senza ribellione istintuale il loro nuovo pastore, Cristo, con i suoi nuovi mezzi di direzione. La natura cessò di parlarci - oppure non fummo più capaci di udirla. La persona di Pan il mediatore, come un etere che avviluppava invisibile tutte le cose naturali di significato personale, di lucentezza, era scomparsa. Le pietre divennero soltanto pietre- gli alberi, alberi; le cose, i luoghi e gli animali non erano più questo Dio o quello, ma diventarono “simboli” o si disse che “appartenevano” a questo o a quel Dio. Quando Pan è vivo allora anche la natura lo è, ed è colma di Dei, talchè lo stridio della civetta è Atena e il mollusco sulla riva è Afrodite. Questi pezzi di natura non sono semplicemente attributi o proprietà. Sono gli Dei nelle loro forme biologiche. E dove trovare gli Dei meglio che nelle cose, nei luoghi e negli animali che essi abitano, e come partecipare ad essi meglio che attraverso le loro concrete rappresentazioni naturali? Ogni cosa che veniva mangiata, odorata, calpestata o spiata era una presenza sensuale dotata di rilevanza archetipica. Una volta che Pan è morto, la natura può essere controllata dalla volontà del nuovo Dio, l'uomo modellato ad immagine di Prometeo o Ercole, che crea da essa e l'inquina senza alcun turbamento morale. ( Ercole, che per primo ripulì il mondo naturale di Pan, combinando l'istinto con la propria forza di volontà, non si fermò per togliere di mezzo le carcasse smembrate lasciate a putrefarsi dopo le sue civilizzatrici imprese creative. Lui si avvia a grandi passi verso la prossima impresa, e verso la pazzia che lo aspetta alla fine). Quando l'umano perde la connessione personale con la natura personificata e l'istinto personificato, l'immagine di Pan e l'immagine del Diavolo si mescolano. Pan non morì mai, dicono i commentatori di Plutarco, egli venne rimosso. Perciò, Pan ancora vive, e non soltanto nell'immaginazione letteraria. Egli vive nel rimosso che ritorna, nelle psicopatologie dell'istinto che si fanno avanti, come indica Roscher, innanzitutto nell'incubo e nelle qualità erotiche, demoniache e paniche ad esso associate. L'incubo quindi offre veramente la chiave per riavvicinare la natura per noi perduta e morta. Nell'incubo la natura rimossa ritorna, così vicina, così reale che non possiamo non reagire ad essa naturalmente,divenendo cioè intensamente fisici, posseduti da Pan, gridando per avere luce, conforto, contatto. La reazione immediata è l'emozione demoniaca. Siamo ricondotti all'istinto dall'istinto.”
 - James Hillman, Saggio su Pan -


lunedì 27 novembre 2017

Scintilla d'oro

<< Ogni albero ha, sottoterra,una versione primaria di se stesso. Sotto la terra il venerabile albero custodisce "un albero nascosto", ancorato a radici vitali che attingono incessantemente ad acque invisibili. Da queste radici,l'anima nascosta dell'albero spinge l'energia verso l'alto,così che la sua vera e più audace e sapiente natura sbocci in superficie. Così anche la vita di una donna. Come un albero,qualunque sia la sua condizione al di sopra del terreno,smagliante o sofferente...sottoterra vive  "una donna nascosta"  che accudisce la scintilla d'oro,l'energia luminosa, la fonte di spiritualità che mai si spegne. "La donna nascosta" si prodiga sempre per spingere verso l'alto attraverso la terra cieca,per nutrire la sua parte superiore e il suo mondo alla sua portata. I suoi tempi di espansione e reinvenzione dipendono da questo ciclo. Avete mai amato un albero? Se avete mai amato una foresta o un albero,sapete sicuramente che esistono alberi che nonostante siano marciti completamente ingannano tutti - e vivono per raccontare e insegnare i loro grandi ritorni alla vita. Ancora quella scintilla d'oro. >>

<<... Conoscevo uno di quegli alberi in pericolo,era un maestoso pioppo americano. Quella particolare pianta era sopravvissuta,per diverse centinaia di anni, a ogni sorta di malattia,alluvione e temperatura glaciale, e agli attacchi delle termiti.. Ma un giorno dopo essersi distinta nelle battaglie che non aveva ricercato ma che le si erano parate davanti una dopo l'altra, e nonostante resistesse ancora e con fierezza restasse in piedi....ebbene,un giorno fu "scoperta" da un gruppo di uomini armati di seghe e scuri. Fu quindi impietosamente spaccata e abbattuta. E poi, portata via da un grande camion con un fumaiolo nero. E come tante volte accade nella vita di una donna,tutti credevano che fosse stata definitivamente abbattuta, e quella fosse la sua fine. E alcuni,con altre mire per la testa,avrebbero potuto esclamare: " Che liberazione!" Ma...la donna nascosta che accudiva la scintilla d'oro la pensava diversamente....>>

<<...Nell'arco dell'anno,qualcosa cominciò ad accadere al ceppo della grande pianta di pioppo. Di lei rimaneva sul terreno solo una larga base. Il tempo passava e passava. Ad un certo punto...ebbe inizio ciò che io chiamo "un miracolo lento". Dal ceppo piatto del vecchio albero,spuntarono dodici alberelli. Dritti. Robusti. Ondeggianti.Che danzavano in cerchio.In cima al ceppo.Lungo i suoi bordi...dodici alberi danzanti.
I giovani alberi che si innalzarono dal corpo della vecchia pianta di pioppo erano chiaramente suoi figli. Nel mito un simile "albero con i germogli" è talvolta chiamato "albero del cerchio fatato"; spiriti che germogliano da una pianta apparentemente morta...per danzare nella nuova vita di gioia. Le piante non sono seminate. Sono evocazioni. Risorgono, "le tante dall'una",dalla scintilla d'oro. Nel mito greco è Demetra,la madre terra,a morire quando la figlia scompare. Ed è Demetra che torna vigorosamente a vivere quando la figlia le è restituita. Stesso destino per il grande albero: i suoi figli sono nati dalla più vecchia radice paterna; e riportano ancora tutto alla vita. Non a una vita spenta. Auna vita che danza. Questi alberi " che germogliano" esistono in Natura, poichè la nuova vita è conservata nelle radici -anche quando la gran parte della pianta in superficie è stata tagliata,è stata portata via- anche quando la vita di una cosa non è stata trattata con rispetto o generata correttamente-anche quando è circondata da apatia eindifferenza. Anche quando il guscio è stato spaccato e distrutto. Immaginate,da uno spazio vuoto,tornare alla vita con un nuovo virgulto non una,ma tante volte. Incurante di tutte le altre condizioni,sottoterra la donna nascosta custodisce la scintilla d'oro. Ora, in balia dell'irriverenza dei venti,le foglie di questi alberelli alti e graziosi si muovono sempre,parlano sempre con un migliaio di luccicanti sfaccettature verdi. Se questo non è un miracolo,allora non sappiamo nulla dei veri "milagros". Chi può dire che una cosa a noi cara tagliata in mille pezzi sia davvero morta? Se pensiamo a una qualsiasi donna abbattuta,chi potrà mai iniziare a quantificare quale grande vita finirà per sbocciare dai suoi tagli,dalle sue ferite -dall'elettricità spinta verso l'alto dalla sua anima nascosta,da quella scintilla d'oro? Non importa quanto siano profonde le sue spaccature,la sua radice luminosa vive ancora,dona ancora e tenterà sempre di trovare oltre il terreno una vita piena di significato.>>

- Clarissa Pinkola Estes, La danza delle grandi madri-
( Nelle foto, il mio amato vecchio pioppo e i nuovi alberelli che stanno crescendo dal suo tronco tagliato)










venerdì 14 aprile 2017

American Gods


Quando dentro un libro ritrovo cose del genere,significa che quel libro è uno dei miei preferiti. Mi accingo a rileggere American Gods di Gaiman per la terza volta. Sono in agitazione per la serie. Le poche cose che ho visto finora mi stanno facendo impazzire! Tra le pagine ho ritrovato piccoli avanzi della mia vita di circa uno o due anni fa: una foglia,lo stecco del gelato,un biglietto del treno,la carta di una caramella al rabarbaro di quelle che mangiava una mia prof dell'Accademia . Anche la storia contenuta in questo libro è contemporanea e quotidiana pur essendo pazzesca. Può ricordarci che certe cose che pensavamo dimenticate o che classificavamo come miti e vecchie storie,possono essere più vicine di quanto sospettiamo,praticamente dietro l'angolo,un pochino malconce forse, ma a portata di occhio alle giuste condizioni. E ...attenzione! Non sai mai quando potresti inciamparci! 


Ed ecco il genere di cose riguardanti la serie che mi stanno facendo impazzire:





lunedì 27 marzo 2017

Come innamorarsi di un'alga


Può un'alga verde pluricellulare essere pucciosa ed assomigliare ad una creatura di Miyazaki?
Assolutamente sì!
Nella mia vita è arrivato un nuovo amico....il MARIMO!
Si tratta come già detto di un'alga, ma ci sono molte curiosità in merito, e penso valga la pena dedicargli un post. Anche perchè io la adoro, le voglio già un gran bene!
Scoperta nel 1820, venne chiamata Marimo dal botanico giapponese Tatsuhiko Kawakami nel 1898.
Mari in lingua giapponese significa biglia.
Mo  è un termine generico per indicare le piante che crescono in acqua. 
La mitologia giapponese narra la storia di una coppia di innamorati che si rifugiarono sulle rive del lago Akan, unico  luogo dove nascono i Marimo,
per sfuggire alle proprie famiglie che li volevano separati.
I loro due cuori si trasformarono in Marimo per vivere in eterno il loro amore.
 I Marimo infatti vivono oltre 200 anni e crescono di 5 millimetri ogni anno.



Il Marimo è stato fin da subito considerato simbolo non solo di amore, ma anche di affetto profondo, sentimento sincero, stima e rispetto. 
Un portafortuna per le novità, le nuove amicizie, una nuova casa, una nuova attività. E’ solitamente tramandato di generazione in generazione. 
L'alto  numero di persone che cercarono nel passato di possederne uno ha costretto il Giappone a prendere di provvedimenti per evitarne l'estinzione. Nel 1921 il Marimo è stato dichiarato "Tesoro Naturale Giapponese". 
Sulle rive del lago Akan si trova un museo dedicato ai Marimo e alla loro lunga tradizione e mitologia.
La cura di questa pianta è semplicissima, a prova di pollice nero e di certo non morirà se l'annaffierete troppo! 😆 Una volta ogni dieci giorni bisogna cambiare l'acqua del contenitore che ospita il Marimo. 
Basterà estrarlo, sciacquarlo e strizzarlo delicatamente come una spugna per poi rituffarlo in nuova acqua fresca da rubinetto.
Ogni tanto (o sempre) è divertente aggiungere acqua gassata, affinché il Marimo possa trasformare l'anidride carbonica in ossigeno. 
Il Marimo non teme il buio perchè abituato a vivere nei fondali del lago Akan. Non ama invece la luce diretta del sole. 
Una particolarità dei Marimo è la loro danza: con la luce del giorno potranno crearsi numerose sfere di ossigeno, visibili ad occhio nudo durante la fotosintesi clorofiliana, che faranno flutturare il Marimo all'interno del suo contenitore. Questo movimento è chiamato “La danza del Marimo”. 


Io mi sono innamorata follemente.
I consigli che mi sento di dare sono i seguenti: se volete acquistare un Marimo andate in un bel negozio per acquari, di quelli forniti che hanno anche le piante e i pesci, in quanto è amato dagli acquariofili come decorazione o come filtro naturale per l'acqua. Così troverete il vostro verde amico batuffoloso ad un prezzo di circa 4 eurini o poco più. In giro c'è un marchio di design che si occupa di giardinaggio e roba per la casa,che con la scusa del design appunto,e di un barattolino di plastica minimalista (che a me non piace) vi chiederà fino a 40 euro per la stessa cosa. Parliamone! L'unica cosa che posso dire a loro favore è che tramite internet, mi hanno fatto casualmente conoscere questo gioiellino della natura. Il barattolo in vetro che vedete in foto l'ho pagato altri 4 eurini da Tiger, e le decorazioni ( vetrini del mare, biglie di vetro, conchiglie.....) le avevo in casa. Insomma 8 euro in totale, alla faccia del design fighetto!
Chissà se vi ho contagiato..... 

martedì 28 febbraio 2017

Compleanno di fuoco


Quest'anno il mio compleanno combacia, oltre che con il Kalevan päivä, il giorno in cui la Finlandia festeggia il proprio poema epico nazionale e la propria mitologia, con il Martedì grasso, la fine del Carnevale e con il falò di Pescarolo, per l'esattezza il 351esimo!
Non avrei potuto festeggiare in modo migliore, e sì...ho fatto i tre giri rituali, in senso antiorario tra le scintille e le braci anche perchè un pizzico di fortuna in questo periodo di cambiamenti, è certamente gradito!
Grazie a tutti gli amici che sono venuti a trovarmi e si sono gioiosamente affumicati con me, e anche a chi era lontano ma comunque presente!









Questi sono alcuni dei regalini che ho ricevuto, oggettini e immagini. Il dono più atteso è in viaggio e ve lo svelerò quando finalmente arriverà.....