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sabato 28 luglio 2018

giovedì 3 maggio 2018

Mi vientre


...Utero mío, con tu latido tan amoroso, tan escondido

alegría,calor, entrega, fuego, connesión, generosidad, metamorfosis  ritmos, amor.

Come camminare nel mare. Rotondo come un arancia. Rosso come un bambino con un po' di vergogna.

Ignorado, recuperado... tormenta y calma, calorcito, pasión... es nido, es flor.

Bendición, nido, universo, bienvenida, silencio, abrazo.

Árbol que crece y se abre a la vida, hoguera del sol, océano infinito, mariposas de luz.

Mar de sirenes, escalfor dolça i suau, racó ancestral, casa. [Mar de sirenas, calor dulce y suave, rincón ancestral, casa

Chovejte mě, má matičko, jako míšeňské jablíčko, chovejte mě, má matičko, jako z růže květ.
Až vy si mě vychováte, pak se na mě podíváte... (checo).
[Cuidé de mí, mi querida madre, como de una manzana de Meissen, cuidé de mí, mi querida madre, como de una flor del rosa]






- Nelle foto Il tempio induista di Kamakhya Devi, la dea mestruata -

martedì 1 maggio 2018

Via Dulcia un anno dopo


Oggi è un anno che io e Vic viviamo insieme in questa casa,
oggi è una giornata nuvolosa, ma l'aria è piacevolmente fresca e profumata, piena di storie.
Nelle ultime settimane ho accumulato sulla mia agendina parole e sensazioni, ma poi nessuna è approdata qui. Ho accumulato nuvole azzurrocielo e sbandamenti primaverili che mi hanno portata a macinare chilometri con le mie scarpine di tela ricamate, e le gonne svolazzanti, per poi ritrovare una gradevole tranquillità. 
Dopo un anno abbiamo finalmente una testata del letto in cui ci stanno anche i libri ( altri libri!!! ) e uno specchio in cui vedersi per intero, e naturalmente un gatto! 
Jiji è cresciuto parecchio, ci fa ridere sempre un sacco ed è il furfante di casa. Una panterina allegra.
Nelle ultime settimane ho accumulato anche un sacco di storie a colori durante il mio lavoro ai centri diurni e tra poco arriverà quella fase in cui tutto viene raccolto, ordinato, ritagliato, sistemato e in cui la mia casetta che amo tenere ordinata ( per quanto una vita creativa e un Vic casinista lo consentano... ) sembrerà esplodere di carte, materiali, foto, fogli enormi, colla ecc.... 
Quel momento pre-estivo in cui ti accorgi rimaneggiando tutto, quanto hai in effetti lavorato. 
I ponti festivi del 25 Aprile e ora del primo Maggio, mi rendono un pò letargica ma anche grata. 
Me ne sto qui nel  mio nido addobbato, e ogni tanto vado ad annusare il vento.....



giovedì 8 marzo 2018

" Chiamatemi strega "


 " Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie. E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna! Per cui sono Strega. Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale… sono io! Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente. Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici. Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro."

- Autore sconosciuto-


sabato 3 marzo 2018

Räntä

Nevica.
Oggi erano fiocchi ampi, larghi, simili a pezzi di cotone sfilacciato.
Ogni tanto qualche amico finlandese mi chiede perchè qui usiamo l'ombrello quando nevica, a loro sembra tanto strano. Il fatto è che tra i mille nomi della neve, quello che userebbero loro per definire la neve italiana potrebbe essere probabilmente "räntä"  cioè quel tipo di neve più bagnata, che già mentre cade un pò si scoglie, inzuppandoci di conseguenza. Stare in questo appartamento mi piace molto, ma sono contenta di andare in cascina domani perchè lì la neve non sarà sporca e ammucchiata come in città, e potremo fare una vera passeggiata bianca. 
Per me questa condizione atmosferica è un pò parte del mio compleanno, che è appena passato nel più delizioso dei modi grazie a Vic e grazie agli amici più cari. L'atmosfera che si viene a creare è fantastica: rende più magico stare fuori di casa e un sacco più confortevole e piacevole stare dentro. 
Con un gattino nero che dorme sul divano o che si produce in concerti sinfonici di fusa estatiche dandoti anche delle affettuose testatine e abbracciandoti la testa con le zampe poi, si possono raggiungere picchi di perfezione e relax davvero niente male. 



Circa un mese fa c'è stato un piccolo terremoto di preoccupazione generale. 
Ora siamo meno preoccupati  ( e più occupati ) e quel mese sembra essere volato via in un attimo.
Sto anche preparando un piccolo pacco per Korppi & Irene ( e facendo aspettare un sacco gli altri corrispondenti con cui c'è un bellissimo scambio di lettere )  cerco di metterci dentro tutto il mio affetto, la mia cura e il mio amore, perchè davvero non so quando potrò rivederli ancora e questo pensiero un pò mi tormenta, è un pensiero di sottofondo costante. C'è un altro pensiero a darmi forza, un pensiero molto più ampio e ragionevole, ma insomma.... se poi mi metto a riguardare le foto con le musiche dei film dello studio Ghibli come sottofondo ciao proprio! Ma anche in questo c'è una soffusa e delicata bellezza e io mi crogiolo nella saudade e nel profumo dolce di imphepho che mi è stato donato per il compleanno...




lunedì 5 febbraio 2018

Come un gatto nero

Oh! Il mio piccolo blog abbandonato ma non dimenticato!
Ormai è da un pò che son tornata dal selvaggio Sud, e mi sono anche portata dietro un nuovo amico.
Ha le vibrisse, gli occhi furbi e le orecchie grandi. Dato che è tutto nero l'ho chiamato Jiji, come il gatto che accompagna la streghetta Kiki in "Kiki consegne a domicilio" il lungometraggio animato di Miyazaki. Jiji è letteralmente la mia ombra, mi segue ovunque e mi dorme perennemente addosso, se non gli do retta mi viene a cercare riempendomi di attenzioni feline, e penso mi abbia scambiato per una specie di mamma-gatta gigante, il chè ovviamente mi lusinga dato che i gatti non fanno mai nulla che non vogliano fare davvero e che quelli di casa Zema seppur affezionati non mi hanno mai "scelta" come umana di riferimento. Finalmente! Anche adesso che scrivo mi ronfa in braccio.



Per il resto sono giornate un pò grigie di freddo, di mostre molto belle tipo quella di Igort che vi consiglio di non perdere se passate da Cremona e amate fumetti e Giappone,


di nuovi laboratori di Terapeutica Artistica in nuovi CDD alla conquista del cremasco, di telefonate, appuntamenti, lettere e dolcetti di carnevale, in assoluto i più fritti dell'anno! Questa cosa del carnevale mi sta un pò sfuggendo in realtà. Anche se ho già fatto fuori un vassoietto di chiacchere, mi rendo conto a stento che è iniziato Febbraio, una parte dei mio orologio interiore si è bloccato appena dopo Capodanno e anche se non è particolarmente freddo, mi sembra che questo inverno abbia la coda lunga.  Forse devo andare di nuovo al falò di Pescarolo per aver l'impressione che stia passando sul serio. Come un desiderio di primavera per le strade della città si sente il meraviglioso profumo del calicanto che traccia per il mio naso una specie di mappa dei luoghi e dei giardini -spesso nascosti- dove sboccia questo fiore dorato dell'inverno. Lo adoro! Nei supermercati stanno comparendo le prime uova di Pasqua e la cosa mi lascia abbastanza sgomenta.
Questo mondo va troppo di fretta. 
Meglio fare come Jiji......

domenica 31 dicembre 2017

Cerchio si apre Cerchio si chiude




Oggi è l'ultimo giorno dell'anno.
Mi piace l'idea di ricominciare da capo, e se da una parte sembra non cambiare niente così da un giorno all'atro, dall'altra questo passaggio è come l'inizio di un cerchio che che prima non c'era e che verrà tracciato pian piano. 
Me ne sto qui ad Armo, e questa mia famiglia numerosa e chiassosa mi da l'opprtunità di distinguere le cose superflue da quelle importanti.
Sono grata per le colline e le montagne che da millenni circondano il paesino, per la fiumara con i suoi misteri e il suo vento che profuma di Sud, per lo spettacolo dello Stretto sempre a portata di sguardo, per le fusa di un minuscolo gattino nero che porterò con me, per il buon cibo, per la compagnia di mio nonno che con ogni suo respiro mi regala l'importanza del qui e ora e per le persone che fino in fondo mi comprendono e mi amano così come sono. Mi impegno a prendere il buono da ogni cosa. Tutto il resto può scivolare via, come ha fatto la pioggia sulle tegole della mia mansarda per quasi tre giorni di fila. 
Buona fine e buon inizio!