lunedì 27 marzo 2017

Come innamorarsi di un'alga


Può un'alga verde pluricellulare essere pucciosa ed assomigliare ad una creatura di Miyazaki?
Assolutamente sì!
Nella mia vita è arrivato un nuovo amico....il MARIMO!
Si tratta come già detto di un'alga, ma ci sono molte curiosità in merito, e penso valga la pena dedicargli un post. Anche perchè io la adoro, le voglio già un gran bene!
Scoperta nel 1820, venne chiamata Marimo dal botanico giapponese Tatsuhiko Kawakami nel 1898.
Mari in lingua giapponese significa biglia.
Mo  è un termine generico per indicare le piante che crescono in acqua. 
La mitologia giapponese narra la storia di una coppia di innamorati che si rifugiarono sulle rive del lago Akan, unico  luogo dove nascono i Marimo,
per sfuggire alle proprie famiglie che li volevano separati.
I loro due cuori si trasformarono in Marimo per vivere in eterno il loro amore.
 I Marimo infatti vivono oltre 200 anni e crescono di 5 millimetri ogni anno.



Il Marimo è stato fin da subito considerato simbolo non solo di amore, ma anche di affetto profondo, sentimento sincero, stima e rispetto. 
Un portafortuna per le novità, le nuove amicizie, una nuova casa, una nuova attività. E’ solitamente tramandato di generazione in generazione. 
L'alto  numero di persone che cercarono nel passato di possederne uno ha costretto il Giappone a prendere di provvedimenti per evitarne l'estinzione. Nel 1921 il Marimo è stato dichiarato "Tesoro Naturale Giapponese". 
Sulle rive del lago Akan si trova un museo dedicato ai Marimo e alla loro lunga tradizione e mitologia.
La cura di questa pianta è semplicissima, a prova di pollice nero e di certo non morirà se l'annaffierete troppo! 😆 Una volta ogni dieci giorni bisogna cambiare l'acqua del contenitore che ospita il Marimo. 
Basterà estrarlo, sciacquarlo e strizzarlo delicatamente come una spugna per poi rituffarlo in nuova acqua fresca da rubinetto.
Ogni tanto (o sempre) è divertente aggiungere acqua gassata, affinché il Marimo possa trasformare l'anidride carbonica in ossigeno. 
Il Marimo non teme il buio perchè abituato a vivere nei fondali del lago Akan. Non ama invece la luce diretta del sole. 
Una particolarità dei Marimo è la loro danza: con la luce del giorno potranno crearsi numerose sfere di ossigeno, visibili ad occhio nudo durante la fotosintesi clorofiliana, che faranno flutturare il Marimo all'interno del suo contenitore. Questo movimento è chiamato “La danza del Marimo”. 


Io mi sono innamorata follemente.
I consigli che mi sento di dare sono i seguenti: se volete acquistare un Marimo andate in un bel negozio per acquari, di quelli forniti che hanno anche le piante e i pesci, in quanto è amato dagli acquariofili come decorazione o come filtro naturale per l'acqua. Così troverete il vostro verde amico batuffoloso ad un prezzo di circa 4 eurini o poco più. In giro c'è un marchio di design che si occupa di giardinaggio e roba per la casa,che con la scusa del design appunto,e di un barattolino di plastica minimalista (che a me non piace) vi chiederà fino a 40 euro per la stessa cosa. Parliamone! L'unica cosa che posso dire a loro favore è che tramite internet, mi hanno fatto casualmente conoscere questo gioiellino della natura. Il barattolo in vetro che vedete in foto l'ho pagato altri 4 eurini da Tiger, e le decorazioni ( vetrini del mare, biglie di vetro, conchiglie.....) le avevo in casa. Insomma 8 euro in totale, alla faccia del design fighetto!
Chissà se vi ho contagiato..... 

giovedì 23 marzo 2017

La parola STREGA, un altro sguardo,e altre meraviglie

E ancora parole adatte....mi stanno piovendo da ovunque! GRAZIE UNIVERSO che in questi giorni pazzi di zolle che si aprono, mi risparmi la fatica grandissima di cercare le parole adatte dentro me, e me le fai trovare così già pronte,sparse come un sentierino di ciottoli, come un rametto piegato in un certo modo, come segnali, facendomi emozionare per il riconoscimento! E qui tiro le pinne fortissimo sempre a Eta ( Eta Eta Eta Direte voi! Ma insomma con questa Eta!) Ma scusate, devo proprio farlo perchè è grazie alla mia compagna di magie se la parola STREGA ora la posso utilizzare - in italiano- senza sentirmi fuori luogo a causa degli equivoci storici,dello stigma, o senza macchiarmi di New age. 
( Anche se per l'abitudine di anni non la uso quasi mai comunque...però so che potrei farlo, che dietro ci sarebbero valide argomentazioni e motivazioni,ed è già qualcosa!) Ecco quindi, vi presento Mauro e poi vi lascio alle sue parole:

MAURO VILLONE
Nato a Torino nel 1958. Fotoreporter e scrittore. Vive e lavora tra Torino, Rio de Janeiro e in
viaggio. Dopo gli studi in Scienze della Terra ha approfondito, attraverso numerosi workshop e
seminari, il tema della comunicazione sociale e interpersonale per poi lavorare nel settore
pubblicitario per 10 anni. Oggi dirige la ONG Para Ti a Rio de Janeiro. Realizza ricerche in Brasile e altre parti del mondo sui temi delle culture indigene e della spiritualità. Tiene un blog su IlFatto Quotidiano on-line e scrive sul portale Karma News. Ha un blog personale: 

"STREGA. Dal Dizionario socio-antropologico Villone-Urani. Lat. Strix (nom.), strigis (gen.), strige (abl.). Donna dotata di enorme potere, acquisito seguendo determinate pratiche e discipline. Tale enorme potere si espleta con lo sguardo, il soffio, il tocco, il respiro, la risata, posture del corpo, malie sessuali, uso di erbe, piante, pigmenti, semi e minerali, cerimonie del fuoco, dell'aria e dell'acqua, canti, danze, versi e fischi.
Molte donne si ritengono streghe, per il semplice fatto di essere donne e di avere certe idee, ma in realtà sono pochissime quelle che intraprendono veramente il cammino e solo alcune quelle che riescono davvero ad arrivare "dall'altra parte". Diventare una strega è vicino all'impossibile, richiedendo totale abnegazione e la capacità di affrontare qualsiasi cosa come se fosse l'ultima, su un cammino che sembra invece non avere MAI fine. Una strega è capace di provare gioia e meraviglia con qualsiasi cosa e, al tempo stesso, può essere testimone dell'orrore in persona e continuare ad amare senza condizioni, nonostante tutto. Una strega sa affrontare la più profonda sofferenza come l'estasti più sublime, un giaguaro come uno scoiattolo, senza batter ciglio. Perché sa che la sua vera arte è essere Signora della Cura come del Dolore. L'utilizzo di questo enorme potere a fin di bene o fin di male dipende solo dal cuore della strega. Ma non ci saranno problemi se, doveste incontrarne una, la rispetterete senza condizioni."


"Wise woman" di Rafael Gallardo


mercoledì 22 marzo 2017

Altre parole sincroniche




"Quando la sorgente esce traboccante dal cuore...
Scintille di estasi t invadono raggianti...
Le emozioni si espandono in tutto ciò che tu sei...
Si propagano...
Dolci lacrime.....
Perché senti l Energia dell Amore immensa ...come Ancestrali indescrivibili sapori ....riempirti del tutto...
Quel tutto che ti rende consapevolezza ...
Quel tutto nel quale non serve più nulla....
Quando lo Spirito ti culla e si fa Fonte....
Non c è più neppure bisogno di leggere libri ..o praticare riti o preghiere....
Tu diventi preghiera....e tutto si muoverà dall interno all esterno.....
Fluente....
Leggero......
Non ci sarà più nessuna Domanda ...
Che alberghera'..
Nella tua mente....
Vivrai per l Essenza che eri destinato ...
Avrai compreso la grande ragione ...
Che si cela dietro alla tua Morte ...e alla Tua Nascita...."





sabato 4 marzo 2017

Tramonto



In bilico sul tramonto, nel bel mezzo del cambiamento. Negli ultimi giorni ci sono dubbi, speranze, confusione, polvere e qualche crepa nei muri che mi si infila nei sogni. Ma anche dell'ottimo chai bollente, come quello che bevevo a Varanasi.


mercoledì 1 marzo 2017

( Eugène Grasset )