mercoledì 16 agosto 2017

Un tesoro a lungo atteso

"Lavare qualcosa è un rito di purificazione senza tempo.                   Non significa soltanto purificare, ma anche,come nel battesimo,immergere,inzuppare,permeare con un numen spirituale e con il mistero. Il rinnovamento,la rivivificazione, avvengono nell'acqua, nella riscoperta di quanto consideriamo vero, di quanto riteniamo sacro."
" Anticamente le ossa erano considerate agenti per richiamare gli spiriti, e i teschi erano la parte più importante. Si credeva che la sapienza speciale e atemporale dei vecchi della comunità o delle creature continuasse a vivere nelle loro ossa dopo la morte. Il teschio è considerato la volta che ospita un resto potente dell'anima di un defunto o di un animale...che su richiesta,può richiamarne l'intero spirito per qualche tempo,onde consultarlo. Facile è immaginare che il Sè-anima viva poprio nella cattedrale ossea della fronte,con gli occhi come finestre,la bocca per porta e le orecchie come imposte."
- C.P. Estés , Donne che corrono coi lupi -


Un tesoro a lungo atteso
 ( cercato in innumerevoli e selvagge passeggiate e mai trovato ) 
che arriva improvvisamente come un dono.
Una paziente pulizia per riportare alla luce l'origine e l'animale.
Come è giusto che sia, porta ancora qualche traccia della storia che l'ha condotto fino a me, 
ma ha affrontato la cura delle mie mani che hanno scavato tolto e sfregato 
e, come se non bastasse, qualche preghiera l'ha attraversato tutto, e c'è stata una certa trepidazione nell'appoggiare le dita in quei solchi, in quei buchi che un tempo erano la dimora di due lucenti occhi d'oro scuro,o dove doveva esserci un naso fremente e attento, o nell'accarezzare piano la fronte...
Gratitudine. Non solo per il tesoro a lungo atteso, ma anche per questi giorni gioiosi e profondi, brevi ma luminosi, quei giorni  che capitano di tanto in tanto, in cui l'ibrido cangiante che siamo si riunisce e così possiamo specchiarci  direttamente l'una negli occhi dell'altra.

venerdì 11 agosto 2017

Notturno armoto

Questa è l'ultima notte che passo ad Armo
nella soffitta tra le tegole del tetto, con ben due ventilatori che ronzano furiosi.
Sulle mie dita ci sono le ultime tracce di smalto blu. Non le tolgo con l'acetone, ma pigramente lascio che si consumino a contatto con la vita di tutti i giorni.
Oggi ho dato l'ultimo saluto all'amato mare, e lui ha ricambiato con il suo abbraccio di velluto blu, con il luccicare dei pesci ago, la danza della medusa, e con i neri banchi di monachelle che nuotano come ombre.
Ritornando in paese prima faccio il pieno di dettagli come vicino a Pellaro, dove c'è il vecchio palazzo municipale sovrastato dall'orbita vuota dell' orologio in stile coloniale, con tutte le assi scrostate e ormai a vista come in un vecchio western.  O da qualche parte sulla statale dove c'è, la solita casetta azzurra abbandonata, che tutti notano e sognano di abitare, ma che resta immutata e vuota da anni e sembra risuonare malinconicamente di tutta la vita che un tempo conteneva. Dopo il tramonto invece, attraversando Reggio, faccio il pieno di finestre illuminate, perchè verso l'ora di cena, quasi tutte le case  hanno le porte e le finestre spalancate per il gran caldo, così i miei occhi sfacciati possono attraversarne fugacemente le stanze e far festa tra tutti questi micro-mondi, o tra le coppie di anziani sedute fuori dai bar. 





Questa è l'ultima notte che passo ad Armo
nella soffitta tra le tegole del tetto, con ben due ventilatori che ronzano furiosi.
In cielo splendono nitidi lo scorpione e l'orsa maggiore, ed il paese sulla collina - a parte per gli strilli occasionali della civetta- è silenzioso e si chiude in quella sua atmosfera un pò misteriosa e densa, come se ogni angolo non illuminato sprigionasse una strana forza un pò magnetica e quasi risucchiante.
Perfino con la luce del giorno Armo, che ormai ha perso tutto tranne la chiesa e la manciata di abitanti che ancora resistono tutto l'anno, sembra avere una sua vita segreta e parallela, che sprigiona mistero da ogni vecchia pietra e che mi incuriosisce e mi inquieta al tempo stesso.
Mi riecheggiano nella memoria le tante storie di streghe e vecchi alberi di noce, o quelle di apparizioni - riguardanti sopratutto animali che alla fine proprio animali non sono-  e sono sicura che con il favore della notte, questa vita segreta prende per un pò il sopravvento e si spinge fin nelle stradine, almeno finchè il mattino non ricaccia le ombre negli angoli.