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sabato 29 luglio 2017

Il gusto di un ossimoro





Nuovamente sono rotolata verso Sud, mi sono crogiolata per 5 giorni tra le acque del Tirreno e sulle sue spiagge dalle pietre multicolori, e poi sono scesa ancora più a Sud lungo i  fianchi della Calabria e ora mi trovo ad Armo, per l'ennesima volta al paesello delle origini. E in qualche modo entusiasmante e per certi versi strano, stavolta è tutto diverso:
starò qui non troppo a lungo tanto per iniziare, e poi avrò un luogo a cui tornare che sarà casa. 
Casa nel vero autentico senso della parola, ovvero quel posto meraviglioso dove nessuno ti dice cosa fare o non fare e questo mi fa perfino godere di più degli spostamenti! Inoltre, sto affrontando un nuovo modo di vivere le relazioni, più in linea con le mie idee e il mio sentire. Sono solo all'inizio di questa consapevolezza nuova, ma già solo attraverso la consapevolezza stessa sto imparando molto di più di quanto mai avrei immaginato. Mi si stanno davvero schiudendo davanti agli occhi degli interi mondi introspettivi molto interessanti e molto utili. ( Se siete irresistibimente curiosi potete chiedermi di spiegarvelo meglio di persona o in privato ;) )
La Calabria invece riesce a farmi sempre lo stesso effetto contrastante, un mix di amore viscerale e vergogna/incredulità altrettanto viscerali. Ci sono diverse cose a cui non riesco ad abituarmi o a rassegnarmi o far finta di non vedere, e sento fortissimo il contrarsto tra i due mondi in cui sono cresciuta. Ognuno di essi ha pro e contro, ma la via di mezzo perfetta sembra non esistere. Così dall'uno e dall'altro cerco di prendere il meglio. Del Nord a cui sono abituata apprezzo la mentalità più aperta e civile, e qui mi inebrio del calore della famiglia, del richiamo delle radici, dei sapori e dei profumi, della saggezza antica, e sopratutto e principalmente della natura. Che in questi luoghi ha una varietà ed una forza incredibile e selvaggia, quando viene lasciata in pace. In nessun altro luogo al mondo la natura riesce a parlarmi con tanta intensità. 
Per quanto riguarda la sua varietà non posso non citare lo scrittore Guido Piovene:
"Nelle vaste plaghe montanedella Calabria talvolta non sembra d’essere nel Mezzogiorno, ma in Svizzera, nell’Alto Adige, nei paesi scandinavi. Da questo Nord immaginario si salta a foreste d’olivi, lungo coste del classico tipo mediterraneo. Vi si incuneano canyons che ricordano gli Stati Uniti, tratti di deserto africano ed angoli in cui gli edifici conservano qualche ricordo di Bisanzio. Si direbbe che qui siano franati insieme i detriti di diversi mondi; che una divinità arbitraria, dopo aver creato i continenti e le stagioni, si sia divertita a romperli per mescolarne i lucenti frantumi."
Questa mia piccola pausa inaspettata ( decisa davvero all'ultimo secondo ) ha il gusto di un ossimoro, un gusto contemporaneamente  familiare e del tutto nuovo...







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