martedì 15 novembre 2011

Nebbia. (Scritto sul treno)


Viaggiamo nella nebbia.
Nebbia che ha l'odore del luogo dove sono nata,che avvolge,nasconde e accarezza.
Sembra quasi la manifestazione di spiriti gentili ma potenzialmente pericolosi se non rispettati (come tutte le cose della natura).
Gli alberi emergono come le montagne dalle nuvole,l'intuito si sveglia,le orecchie si aprono, sono mobili...Il verso del corvo rimane come sospeso,sostenuto da questa materia vorticante e le ragnatele s riempono di diamanti. Sei costretto a riscoprire il sentiero un passo alla volta.
La nebbia possiede una voce poetica misteriosa e un pò triste.
Affascinante come occhi vivi e giovani in un viso segnato dalle rughe. La nebbia è il velo bianco e lattiginoso sugli occhi della vecchia,occhi che vedono meglio di noi tutti.
La Que Sabe. L'amata e temuta donna da un milione di anni.
La stagione che avanza con vesti di nebbia,porta il suo nome - i suoi molti nomi- sotto la lingua.


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