mercoledì 19 marzo 2014

Rebetiko e randagismo milanese

A causa della musica e di uno sciopero dei mezzi, Milano mi ha tenuta in ostaggio.
Ma sono stata un ostaggio felice.
Ieri sera tra il fumo e l'odore d'anice dell' ouzo ho sentito ancora la forza del dolore,
ho sentito ribollire il mio sangue.
I miei amici parlavano greco, avevano gli occhi lucidi, ed è stato bello vedere che si sentivano ancora a casa. Mi hanno detto: "grazie alepoù, siamo contenti di essere qui ".
La luna iniziava a calare e io ero in fiamme.
Ogni anno mi ritrovo a pensare che questa stagione mi ucciderà con la sua forza.
Sono irrequieta.
Ma ormai sono sola, e posso andare dove mi pare.
Stamattina, nel fondo del mio caffè metrios, 
nella melma scura del fondo, è apparsa una donna nuda.
Stamattina ho vagato randagia e stordita per le vie di questa grande città.
Il sole mi accecava un pò, e io non pensavo a niente, avevo in me un bellissimo vuoto.
Mi sono poi lavata i denti nei bagni dell'accademia e ho contornato i miei occhi di nero.
Sono stanca e non ho voglia di nascondermi.
Sono stanca e sono felice di essere ciò che sono.











3 commenti:

  1. "Sono stanca e non ho voglia di nascondermi.
    Sono stanca e sono felice di essere ciò che sono."

    Amo l'anice
    e la stanchezza la laverai via, con quella felicità lì.

    Brilla brilla, volpe bella.



    [Mi ispirano molto questi tutti tuoi ultimi post…]

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  2. Perchè questo commento lo leggo solo ora?
    Però è il momento giusto. Perchè domani farò del mio meglio per brillare. Promesso!!

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