domenica 1 agosto 2010

La casa del Corvo

27-29/7/2010



La casa del Corvo è un luogo semplice e tranquillo,
c'è la corrente elettrica ma l'acqua viene dal pozzo che si trova all'esterno come il rustico bagno e la sauna.
Si tratta di una piccola casa di legno bianca e rossa,
come parecchie altre nei dintorni e si trova tra la strada e la foresta.
Fuori dalla sua porta una piccola edicola reca un'icona,un lume,
e l'insegna di "eretico" su cui tanto gli piace scherzare.
Alle sue finestre ci sono altre piccole icone,piume e candele.
Piccoli oggetti della foresta e non solo raccontano storie di santi e sciamani,racchiudono i suoi segreti,vegliano sulla casa.
Ora il suo grande tamburo di pelle di renna e la tammorra che gli ho portato riposano insieme su un mobile vicino al suo letto.
Scrivo seduta ad un piccolo tavolo con una lampada di legno rosso,in una piccola soffitta che si chiama Ketun pesä,il nido della volpe,
e che deve questo nome ad un vecchio racconto.
Quassù ci sono il nostro letto,una vecchia poltrona,una cassettiera verde ed una piccola finestra quadrata che si affaccia sulla foresta,
tra le cui foglie ora la luna sbircia curiosa e gentile.



In questi giorni stiamo seguendo il corvo in giro tra parchi e paludi
(come Nuuksio o Torronsuo)
siti archeologici (Come Sammallahdenmäki) e graziose cittadine di legno
(come Rauma e Porvoo)
Ho fatto il bagno in laghi,fiumi e in mare.






Ogni tanto mangiamo fuori agli orari più impensati,altre volte per la strada facciamo la spesa in uno dei tanti "ABC" ovvero piccoli supermarket/autogrill perennemente aperti,e una volta a casa lui,gentile,cucina per noi.
Il cibo finlandese (estivo specifica il corvo) non mi dispiace affatto.
A pranzo ho sempre dei ridicoli baffi bianchi di piimä!
Ieri notte dopo una giornata calda passata a camminare per paludi e foreste,ho fatto il bagno in un piccolo lago nei dintorni della casa,e ho potuto osservare la striscia d'argento della luna piena nell'acqua,poi insieme io e il corvo ci siamo addentrati nella foresta buia e fitta,guidati dal bianco del pelo di Armo e dal rumore fioco del suo campanello.
Qualche volta la mattina preparo caffè italiano
con la moka che abbiamo regalato ad Irene,
e lo servo nelle nostre tazzine con le rose,
così il suo profumo invade la piccola cucina.
Santeri,un amico di Vantaa che ci ha ospitato una notte,
è rimasto colpito dalle tazzine:
Ha detto che sono così piccole da sembrare quelle per la casa delle bambole!
Tutti e tre facciamo colazione insieme,dopodichè lavo le poche stoviglie con un secchio e una bacinella,usando la buona acqua del pozzo,
mentre l'acqua sporca finisce in un altro secchio e poi viene buttata fuori.
Dopodichè si prende l'acqua anche per il cane e si parte.
Il mio posto in macchina è sempre dietro con Armo,che ogni tanto abbaia ai cavalli delle fattorie,alle nuvole,o ai cartelli che riconosce.



Viaggiando in questo modo ho scoperto il festival di Hollola e lì ho conosciuto molta gente con cui avevo contatti su internet.
Il fabbro Mäyrä (Tasso) grande e gentile
ci ha regalato un amuleto uscito dalla sua forgia.
Il mio è un pezzo di ferro tondo,con un bel buco nel centro.
Viaggiando in questo modo ho scoperto anche il granito rosa,il quarzo luccicante nella foresta,e le rosse piantine carnivore delle paludi. Ho mangiato mirtilli e frutti rossi in quantità mentre camminavo (spesso scalza nella foresta) senza nemmeno fermarmi.
Ho scoperto pitture rupestri,antiche necropoli,buchi di pietra scavati dai giganti, e i luoghi dove fiorisce
Ukontulikukka,l'importante e grazioso Verbasco.







Di tanto in tanto il corvo e Irene ci spiegavano
i nomi locali e gli usi delle varie piante.
Una notte mentre tornavamo a casa la volpe ci ha attraversato la strada,
strappando a me un gridolino di sorpresa e piacere,
e qualche "Hauuu!" ad Armo.
Con i ragazzi e gli artisti di Pispala ho ingollato di un sol colpo il mio bicchiere di Koskenkorva per non sfigurare,e bevuto sidro come se nulla fosse,
credendo che fosse uno dei soliti succhi alla frutta .
Mi sono chinata sulle antiche acque tanto care alle donne,
e il corvo mi ha suggerito di prendere un sassolino dal fondo.
Un giorno il
Porvoonjoki si è voluto prendere il mio anello d'argento
e un pò del sangue di orso.
Un messaggio piuttosto chiaro. Aria di cambiamenti.

Uno dei primi giorni il corvo mi ha messo in mano
il suo grande tamburo e si è messo ad osservarmi.
Io non osavo farne uscire alcun suono,ma mi sono messa ad osservarlo curiosa,
e a far correre le dite sulle diverse superfici,
sulla pelle di renna,sul legno,sulla pelliccia.
Ci siamo ascoltati in silenzio io e il tamburo.
L'ho perfino annusato,ed aveva un buon profumo balsamico.
Il corvo allora ha sorriso ed è sparito in casa,è ricomparso con una boccetta di olio profumato tra le mani e ha iniziato a versarne un poco sul tamburo mentre io lo rigiravo per aiutarlo.
Nel frattempo il caffè era pronto ma io non osavo abbandonarlo e riporlo sulla coperta stesa sul prato. Non mi andava di metterlo da parte come un oggetto qualunque,e l'ho fatto solo quando lui un pò divertito me l'ha suggerito.
Dopodichè è rimasto per il resto della giornata tranquillo al sole,sulla coperta,
in modo che la pelle si tendesse per bene.
Questo è stato il mio primo e unico contatto con il suo tamburo.
Mi ha un pò stancata,ma credo e spero di non aver fatto brutta figura.

Bisogna andarci cauti con queste cose,avere rispetto.
Ci vuole tempo per conoscersi,come con le persone,
ed oltretutto è un oggetto molto personale.
Alla sera tardi quando orso (con molta saggezza e sensibilità) augura per primo la buonanotte e sale le strette scale che portano al nido della volpe,io e il corvo abbiamo una specie di piccolo rituale: ci guardiamo negli occhi per un pezzo senza parlare,e i suoi occhi sono chiari,limpidi e profondi,vedono più lontano di quanto lui non dia a vedere e nei miei cercano qualcosa,scavano con delicatezza,mi incantano,e poi quando sembra che sia sul punto di dire qualcosa si aprono in un sorriso radioso che per me è come una boccata d'aria dopo una lunga apnea.
Poi viene l'abbraccio. Nessuno mi ha mai abbracciata così,
è un abbraccio diverso da tutti gli altri
perchè è come uno scambio e serve a "sentire" ,lui ci riesce molto bene.
Le cose che mi ha detto in queste momenti e appena dopo,sono per me come la luce di una torcia,mi scaldano il cuore,mi ricorderanno cosa devo fare.
Però mentre resto in piedi tra le sue braccia
ascolto il suo cuore e posso sentire il suo odore:
Il corvo sa di fumo,casa vecchia,legno,terra,foresta,lago.....
lo stesso odore di quando l'ho incontrato per la prima volta all'aereoporto,
lo stesso della sua casa,lo stesso che è rimasto come un marchio sulla camicia da notte cucita da mia nonna,e che non dimenticherò più.
Sono proprio una volpe addomesticata,non c'è che dire.
Non ci ho guadagnato "il colore del grano" come la volpe del piccolo principe,
ma sicuramente "l'azzurro del cielo nell'acqua".
Ora però fate attenzione,la prossima foto è speciale e preziosa per me.
Ne ho fatte più di 800 ma questa è una delle mie preferite.
Guardatela pure ma abbiatene cura e siate discreti,poichè
ritrae gli uomini più importanti della mia vita,al di fuori di quelli della mia famiglia.
Sono un'altro tipo di famiglia e sono molto diversi fra loro.
Entrambi però hanno un grade cuore e qualcosa in comune.



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