sabato 22 febbraio 2014

Lezioni



Sole.
Il fango sotto le scarpe.
Affondo, sento il calore sulla mia pelle.
Quanto tempo è passato?
Insetti nell'erba,
piccole gocce d'acqua sugli steli.
Il mio albero-faro chiama,
le mie gambe obbediscono,
la testa è vuota.
Mi accolgono le prime foglie tenere del biancospino
e qualcosa in me si spezza di colpo.
Quasi ne avverto il rumore secco,
il mondo intorno ha perso i contorni.
La vecchia corteccia raccoglie tutte le mie lacrime.
La luce radente del tardo pomeriggio è bellissima,
la parte esposta del grande tronco è ferita e bagnata,
altra corteccia è caduta dall'alto, e lui è ancora più nudo.
Ma è forte.
Cammino un pò. Pochi metri appena.
Trovo le ossa, ma questa volta sono le ossa del predatore,
non della preda.




4 commenti:

  1. Come già ti dissi mi auguro che le tue lacrime siano portatrici di vita.
    Amore chiama amore, sempre.

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  2. Che bello. Gli scatti sono tuoi?

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